I 50 segreti dei Miljian (+video)

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C'era una volta una ragazza. Un metro e sessantotto all'incirca, dei lunghi capelli castani, occhi verdi d'inverno e gialli d'estate, un amore per i libri e per le brioches alla nutella, e una profonda e carnale passione per fare quello che le pare. C'era una volta anche un ragazzo. Un metro e ottanta all'incirca, un orecchino al lobo sinistro, dei grandi occhi marroni, un amore per i panini mangiati per strada, un retrogusto francese senza r moscia e, probabilmente, una profonda e carnale passione per la gente che ama fare quello che le pare. C'era una volta una sera. C'era una volta un fai due chiacchere. C'era una volta un "ma si dai magari dammi il tuo numero cosi' ti dico quello che facciamo domani sera". E boom! Eh si, perché se c'era una volta tutto questo, oggi c'é un ragazzo, novanta centimetri all'incirca, capelli biondi, dei grandi occhi verdi d'inverno e gialli d'estate, un amore per i libri e le polpette (anche mangiate per strada), e una profonda e carnale passione per tutto cio' che fa i-oh. Insieme a lui, c'é anche una ragazza, sessanta centimetri all'incirca, capellini castano chiaro, grandi occhi chiari e dolci, un folle dipendenza da latte e una profonda e carnale passione per le sdraiette che vanno avanti e indietro. Il caso vuole che queste quattro persone insieme oggi compongono una famiglia. Questa famiglia, si chiama Miljian. E questi, sono i loro primi cinquanta segreti.

1. Nel nostro primo mese di conoscenza ci siamo detti più volte "Penso che non ci dovremmo più rivedere" di quanto in quest'ultimo mese ci siamo detti "Cambiagli il pannolino"

2. Abbiamo deciso di partire e lasciare tutto in un mese. Con un bambino piccolo, senza casa e senza macchina, abbiamo cambiato paese. Quando abbiamo traslocato, non avevamo ancora una casa. Poi l'abbiamo trovata, e, una volta messo tutto a posto, di bambino ne abbiamo fatto un altro. Olé.

3. Lavoriamo in casa. Insieme. Sempre. 24h su 24, 7 giorni su 7. Non smettiamo mai. Spesso le nostre colazioni assomigliano a riunioni di lavoro. Siamo talmente abituati a stare insieme che quando uno esce a far la spesa, al suo ritorno l'altro lo abbraccia come se fosse tornato da un viaggio in Nepal. Tutto questo, l'abbiamo voluto noi, e abbiamo fatto di tutto per ottenerlo.

4. In casa parliamo due lingue. Il che significa che bene non ne si parla più nemmeno una. Il risultato é un bambino convinto che basti fare il verso della scimmia affinché gli si passi il biberon con l'acqua.

5. Non siamo sposati perché sogniamo di avere presenti tutti i nostri bambini il giorno del nostro matrimonio. E noi, ne vogliamo parecchi. Quindi, per ora, c'é da aspettare.

6. Quando ci siamo conosciuti, avevo solo un tatuaggio, piccolino, sul polso destro. Julien odia i tatuaggi. Ed ora ne ho tre, di cui due belli grossi, sulle braccia, visibilissimi.

7. Abbiamo abitato per un anno e mezzo in un appartamento di 15 m2. Invitavamo gli amici a cena, ci é capitato di ospitarne la notte e lasciavamo pure il divano letto aperto. Ah, e Natale l'abbiamo fatto da noi.

8. Fin da quando abbiamo cominciato a parlare di bimbi, sapevamo che avremmo avuto un figlio di nome Teo.

9. L'idea di avere il nostro primo figlio é nata su un treno che attraversava la Francia.

10. Quella di avere il secondo invece in una caffetteria, per provocazione. E lei ci ha fregati tutti arrivando subito. (quila storia)

11. Abbiamo tutti e quattro delle Converse rosse, in onore dell'unico paio di scarpe che aveva Babbo J quando ci siamo conosciuti, ossia quello che metteva sempre. Anche con la neve. E poi gli brinavano i piedi.

12. Collezioniamo photomaton in bianco e nero fin da quando eravamo ragazzetti. (Ma questo forse non era un segreto?!? )Aspettiamo che il flash non accechi Lia e poi portiamo pure lei.  Olé.

13. In casa nostra é perenne battaglia per la musica perché io sono ancora una pseudo adolescente amante del rock alternativo e Babbo J adora la musica lenta e rilassante. Quella che a me mette ansia, insomma. E cosi' ogni tanto, confusa, mi ascolto le Spice Girls.

14. Teo dorme tutta la notte da quando ha due mesi e mezzo. Anche ora dorme in camera da solo, senza chiedere niente a nessuno, e la mattina ci rendiamo conto che é sveglio giusto perché lo sentiamo leggere (???) i suoi libri ad alta voce.

15. Lia, due mesi e (quasi) mezzo, dorme ancora nel nostro letto. In mezzo. Bella larga. Noi, schiacciati ai lati.

16. Sogniamo di vivere in giro per il mondo. Di vendere tutto (quel poco che abbiamo) e partire.

17. Babbo J non ha mai veramente imparato l'italiano. Permettendoci di fare delle grasse risate. La più grande la volta che ha detto : "Basta, questo é proprio il ciliegio sulla merenda!" (n.d.r. : voleva dire la ciliegina sulla torta. ahahah. solo a scriverlo mi viene da ridere). Ma anche la volta che abbiamo cercato di insegnargli la faccenda del carro di buoi ce la siamo spassata niente male.

18. Non sono MAI io in casa a cucinare. Il mio rapporto con il cibo durante i pasti si riduce a mettere il pacchetto di biscotti sul tavolo per colazione.

19. Abbiamo l'abbonamento a Sky Cinema e a Netflix ma la sera alle 10 siamo già a letto.

20. E' da mesi che ci ripromettiamo di cominciare a fare sport e ogni volta che ne esce l'argomento statisticamente, la sera, mangiamo una pizza.

21. In realtà, ho i capelli riccissimi. Quando li asciugo e li liscio, poi metto la testa fuori dalla finestra e la scuoto perché mi sono convinta che solo cosi' mi si fissa la piega. Sono ancora un'adolescente.

22. Odio truccarmi, e difatti lo faccio pochissimo. Inoltre, ammetto che mi piacerebbe essere autopulente. Perché giuro odio l'atto del farsi la doccia. Ma quello lo faccio comunque eh.

23. Quando l'ho conosciuto, Babbo J mangiava la pasta con il ketchup.

24. Babbo J é riuscito a farmi sconfiggere la mia paura di volare su una tratta Milano - Parigi convincendomi che per l'aereo quel volo era come per noi il tragitto per andare all'Esselunga. Durante tutto il viaggio non ho mai smesso di ripetere "Sto andando all'Esselunga, sto andando all'Esselunga". Ora, non ho più paura. Ma la spesa me la faccio consegnare a casa.

25. Babbo J sa parlare in bergamasco, e gli riesce pure benissimo. "Töch i dé" é la sua frase preferita.

26. A scuola sono sempre stata un'anarchica rivoluzionaria ma convinta di essere la salvatrice del mondo. Eletta rappresentante di classe, mi sono sentita investita della responsabilità del benessere dei miei compagni di classe. Quell'anno, me ne sono uscita con un 7 in condotta.

27. Abbiamo comprato un solo gratta e vinci durante la nostra storia. Eravamo talmente convinti che avremmo vinto che, una volta perso, non ce ne siamo fatti una ragione. Ancora oggi conserviamo quel gratta e vinci, appeso in un quadretto, in casa. Sul fondo, si nota la scritta "Un giorno vinceremo".

28. Durante la gravidanza di Teo abbiamo tenuto un diario. A quattro mani abbiamo scritto tutto cio' che volevamo ricordare, le nostre sensazioni, i più grandi momenti, con foto e disegni. Sarà il nostro primo regalo per i suoi 18 anni.

29. Teniamo ancora conservati in una scatola i test di  gravidanza che ci hanno annunciato che saremmo diventati genitori e genitori bis

30. La ninna nanna che cantiamo ai nostri bimbi per calmarli é una delle colonne sonore di "Mamma ho perso l'aereo". Sono curiosa di sapere se appena lo vedrà Teo riuscirà a resistere fino alla fine senza addormentarsi (ahahah).

31. Amo i cappelli. Ok, questo non era affatto un segreto. E' un segreto in compenso sapere che é cosi' fin da quando ero piccola. Mia mamma mi vestiva sempre con cappello e scarpine in coordinato. Io, mi toglievo le scarpe e tenevo il cappello. E' effettivamente un problema che ho ancora oggi.

32. Un giorno avremo una figlia che si chiama Zoe. Lo sappiamo già.

33. L'anno scorso per il primo compleanno di Teo l'abbiamo portato a New York. La verità é che non abbiamo potuto farne a meno dopo aver rivisto in dvd ogni episodio di ogni stagione di Gossip Girl (ci abbiamo impiegato un paio di mesi dato che ogni volta mi addormentavo). E si, lo vedeva anche Babbo J. Anzi, soprattutto Babbo J.

34. Julien ha la barba da quando conosce me.

35. Julien é ossessionato dalla data di scadenza dei cibi. Questo viene dal "trauma Flamby", il budino che mangiava ogni sera quando era piccolo che un giorno ha ritrovato blu. Da quel momento, bisogna stare attentissimi perché butta le cose anche due giorni prima della scadenza.

36. Non abbiamo la macchina. Anzi, peggio. Nessuno dei due sa veramente guidare. (ne avevo accennato qui). Julien ha preso la patente a 23 anni e da quel giorno non é stato fatto alcun miglioramento. Io, dal canto mio, l'ho presa a 18 ma non guido esattamente dal giorno in cui mi trasferii a Parigi. Tanto, tanto, tempo fa.

37. Julien é "shopping da supermercato convulsivo". Se non lo si ferma, compra tutto. Gli ho distrutto questo incredibile piacere cominciando a fare la spesa online.

38. Per acquistare il test di gravidanza di Teo abbiamo girato ben tre quartieri (a Parigi eh, mica poco) giusto per trovare la farmacia che per noi fosse abbastanza esteticamente bella e sentimentalmente romantica da valere un simile momento. Facevamo lo stesso per scegliere il ristorante quando c'eravamo appena conosciuti. Molto spesso finendo con il mangiare per strada perché data l'ora non ci accettava più nessuno. Furbi.

39. Mi dovevo chiamare Selvaggia. Ed ogni volta che lo dico, mi si risponde sempre che mai nessun nome mi sarebbe stato meglio.

40. Sono ossessionata dallo spendere poco. Compro solo se in sconto. E cosi', compro il doppio. Furba 2.0.

41. Avrei voluto partorire in casa anche Teo. (per il racconto della mia esperienza in casa con Lia leggere qui ). La grinta per intraprendere questa strada con la mia seconda gravidanza mi é venuta da una prima esperienza  selezionata perfino dalla mia ostetrica come tutto cio' che non deve MAI essere attuato in ambito ostetricio. Se rincontro la simpatica donna che mi ha fatto partorire la prima volta, le offro un caffé. Ma glielo preparo io.

42. L'idea di dare nomi con sole tre lettere ai nostri figli viene dal fatto che tutti e due hanno doppio cognome. Ma ad entrambi abbiamo messo un secondo nome (Miljian, ovviamente). E alla fine se li chiamavamo Precipitevolissimevolmente veniva più corto.

43. Abbiamo creato questo blog per avere un nostro archivio dato che nella scatola in soffitta le cose non ci stavano più (soprattutto se si considera che tengo anche lo scontrino di un caffé al bar se é legato ad un momento che voglio ricordare). E per tenere aggiornate le nostre famiglie, entrambe lontane. Con il tempo, abbiamo guadagnato un sacco di inaspettati lettori, e per questo vi ringrazio dal profondissimo del mio cuore. Se potessi, se avessi una casa abbastanza grande e se fossi ricca, vi inviterei tutti qui a Natale. In attesa di quel giorno, mi limito ad inviare un grandissimo abbraccione virtuale a tutti quanti.

44. Questo non é un segreto. Non sono una mamma blogger. Soprattutto perché mio figlio mangia pizza, mia figlia é uscita di casa la prima volta a tre giorni, e quindi io non mi sento di avere nulla da insegnare in quanto mamma a nessuno. Siamo un family blog. E per questo qui dentro comincerà a scriverci anche Babbo J.

45. Abbiamo cominciato a scattare fotografie con una vecchia Sony regalatami dai miei, in modalità automatica. Con il tempo ci siamo equipaggiati ed appassionati sempre di più al punto tale che per Natale sogniamo pure di offrirci un terzo obiettivo. Ma per infiniti mesi abbiamo collezionato foto sfocate da far paura, e brutte, ma brutte brutte. Ora abbiamo una Canon che é diventata il quinto ufficiale membro della nostra famiglia. E sappiamo pure cos'é il bilanciamento del bianco. Si, ogni nostro scatto é frutto di un vero lavoro. E ci é capitato perfino di passare ore sulla modifica di una sola immagine. Nulla avviene per caso.

46. Abbiamo una macchina fotografica che si puo' collegare in wireless direttamente con i nostri telefoni. Il che ci permette di avere accesso subito al contenuto. Da li', nasce il 90% delle nostre foto Instagram.

47. Mi sono messa messa in testa di scrivere 50 segreti ed ora mi ritrovo in reale difficoltà, non so più se perché non riesco a trovare un seguito o piuttosto perché avrei troppe cose da dire.

48. Siamo una coppia che litiga, come qualsiasi altra. E pure un sacco (24h su 24, 7 giorni su 7 sempre insieme, sfido chiunque). Le notre discussioni più lunghe sono quelle scattate da stupidaggini. Ma ci amiamo tanto, e questo é tutto vero.

49. Come mi sembra oramai palesissimo, amiamo gli autoscatti. Sono quelli da cui scaturiscono i nostri risultati migliori. E i migliori ricordi. Penso non smetteremo mai.

50. La parola Miljian é assolutamente inventata. Da dove venga, c'é un'infinita storia dietro. Ma questo, merita un articolo a parte. 

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