Alla riscoperta della mia città - Un pomeriggio in città alta, Bergamo

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Ci sono posti in cui abbiamo talmente tanti ricordi che tornarci é come rivedere un film che conosciamo a memoria, ma di cui non ci stancheremo mai. Questo é cio' che provo ogni volta che torno nella mia città, quella che mi ha visto nascere, crescere, correre, e, un giorno, pure partire facendo ciao ciao da un treno con un grande sorriso. Oggi, con un pizzico di orgoglio, poco per volta la faccio scoprire a Julien, che in realtà parla bergamasco meglio di me, e al mio biondo del cuore. Il giorno di Ferragosto, li ho portati su su su, nella parte più charmant della città. Li ho portati in Città Alta.

Bergamo Alta, da turista, é esattamente il posto che non ti aspetti ( a meno che tu non abbia già visto le foto sulla Lonely Planet, ovviamente, e allora il discorso cambia). Ancora interamente circondata dalle originarie mura veneziane del XVI secolo, all'interno ha mantenuto l'aspetto di città medievale, con un continuo diramarsi verso l'alto e verso il basso di piccole viette che ci offriranno o panorami incredibili o inaspettate stradine per riguadagnare la Città Bassa. Detto cio', in questa immagine scattata dal basso del panorama delle mura, io riesco a vedere solo il retro del mio vecchio liceo, sedi di atroci sofferenze per ben cinque anni ma anche dei miei meglio escogitati teatrini di cui, devo dire, ancora oggi, vado vergognosamente fiera. Avevo parecchia inventiva. Città Alta la si puo' raggiungere in vari modi, ma il più caratteristico é sicuramente la funicolare.

Io e Teo siamo riusciti a farci strada e a guadagnare la pole position per il panorama durante la salita, che gli é piaciuta parecchio. Ha pure detto "Woooow", che é una delle sue esclamazioni preferite, dopo il verso del leone, quello del cavallo e quello della scimmia, ovviamente.

Adoro questa immagine di Teo con il suo babbo e il modo in cui gli tiene la mano sulla fronte. Paura che gli scappino i capelli? ahahah

Città Alta é la parte di Bergamo preferita di Julien. Tanto tanto tempo fa, ma tanto tanto, quando per la prima volta mise piede nella mia città natale, arrivo' alla stazione dei treni (ma guarda che caso! per maggiori info su noi e i treni leggere qui) e rimase colpito dal lungo vialone alberato che con lo sguardo conduce alle mura da cui si impone Città Alta. Che Bergamo fosse cosi' bella, proprio non se lo aspettava (chiaramente non aveva una Lonely Planet). Quando poi la visito', rimase senza parole. Con lui vissi la mia prima esperienza da Cicerone della mia città, e fu anche grazie ai suoi occhi che cominciai a riconsiderarla.

Quando il bello é normale e quotidiano, non sempre lo apprezziamo come si dovrebbe. Lo stesso discorso lo si puo' fare per il buono (anche se posso mangiare piazza e gelati tutti i giorni che giuro non mi stanco, ma questa é un'eccezione). Tornandoci con Julien e Teo, ho adorato passare per via Gombito, oltrepassare gli antichi lavatoi e arrivare in Piazza Vecchia, la piazza principale, attraverso un piccolo passaggio la cui luce era decisamente a favore di obiettivo e la cui assenza di macchine a favore di corse. Rivedere queste strade mi ha fatto sorridere (e non era un sorriso nervoso, giuro, alcune cose le ho superate). Tutte le maledette mattine in questo punto, infatti, più puntuali di un orologio svizzero, ci incrociavamo io e la mia pericolosissima professoressa di italiano, ci guardavamo, ci "sorridevamo", lei mi diceva <<Buongiorno Micaela>> e l'udire la sua voce per me sanciva il frustrante inizio di un'altra terribile lunghissima giornata. Se poi era il giorno delle interrogazioni, non ne parliamo. Aspettavo mi voltasse le spalle, alzavo la faccia al cielo strizzando gli occhi, e pregavo che su di me calasse all'improvviso il mantello dell'invisibilità di Harry Potter.

Anche Teo ha toccato l'acqua della Fontana Contarini

Love <3

Dietro la bellissima Piazza Vecchia, un esplosione di capolavoro. In pochissimi metri quadri, il Duomo, la Cappella Colleoni, il Battistero e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Perfino il meno sensibile ad arte ed architettura ne rimane estasiato. Qui, si sono sposati i miei genitori, sono stata battezzata io, e parecchie volte ci ho mangiato le caramelle da adolescente quando Città Alta era l'uscita del sabato sera.

Grazie alla turista tedesca che si é gentilmente offerta di offrirci un fiorito ritratto di famiglia

Ulteriore tentativo di selfie con macchina fotografica. L'idea era quella di riuscire ad avere il panorama e noi molto piccolini. Direi che é fallito.

34 velocissime settimane e non sentirle. Grazie Lietta per questa meravigliosa coabitazione

Le polentine (Polenta e Osei), dolce tipico bergamasco di marzapane, pandispagna e cioccolato, da non confondere con l'omonimo secondo piatto, uccellagione stufata servita con polenta, perché al gusto la sensazione non é decisamente la stessa

Immortalati davanti al mio storico negozio di caramelle (quello del sabato sera, per intenderci)

Pausa gelato obbligatoria

Teo si preoccupa sempre dell'approvvigionamento alimentare del suo Babbo

E da qui prende il via una lunga camminata mangia polpacci (perché in discesa) fino alla Città Bassa.

Love sulle mura <3

Ed é con una lunga panoramicissima discesa che si é concluso il nostro pomeriggio ferragostiano. Che poi io a cosa serva davvero la giornata di Ferragosto a parte occasione per organizzare feste nei villaggi turistici proprio non l'ho mai capito. In compenso, questo Ferragosto qualcosa mi ha insegnato, ed ora alla mia pericolosissima professoressa di italiano ci penso con più piacere. Always with Love.