Capitolo 1 | Il Biglietto di sola andata

E' forse la parte più eccitante, quella che fa fremere di più.

Cliccare su quell'opzione "Solo Andata".

Pensare che lo stai facendo davvero.

Ebbene, si, poi lo abbiamo fatto davvero. Lo ammetto, non lo abbiamo acquistato subito. Nel senso, prima abbiamo avuto l'idea, rimbombata talmente forte in noi da rendere impossibile tornare indietro, abbiamo vissuto un paio di giorni nel limbo dell' incredulità che tutto questo fosse realmente possibile e poi una mattina, prontissimi, abbiamo finalmente acquistato il nostro biglietto di sola andata per il nostro viaggio nel mondo. 

Una volta acquistato, ebbri di emozione, abbiamo saltato sul letto. Grazie Ed Sheeran, con la tua "Barcelona" (che non centra niente con la nostra destinazione ma ci piace troppo) sei stato la colonna sonora di uno dei nostri grands moments de la vie

I giorni precedenti l'acquisto sono stati per lo più di riflessione. Da dove partire, soprattutto. Perché sebbene il mondo tu lo voglia fare tutto, dovrai ben partire da un posto.

La scelta non poteva che ricadere sul continente che più ci corrisponde, quello in cui ci viene più semplice sentirci "come a casa", sensazione non trascurabile quando una casa non ce l'hai più.

Una volta scelto il continente, toccava alla località. Ci sarebbe senza dubbio piaciuto partire da uno dei paesi che ci attira di più, la Cina, ci sarebbe probabilmente piaciuto partire da un posto che già conosciamo, il Vietnam, perché da tempo fremiamo dall'idea del ritornarci. Giappone? Thailandia? India?

Poi abbiamo scelto di partire dal punto più basso, l'Indonesia. Per poi risalire au fur et à mesure che il nostro percorso si costruirà. La sceltà é ricaduta su Bali per varie ragioni: la prima, la più ovvia, é il costo della vita, li' uno dei più bassi, condizione non trascurabile quando si parte con un piccolo budget. La seconda é quella di cominciare da un posto all'estremo opposto da dove veniamo, cosi' da ritrovarci al volo catapultati nella vera atmosfera dell'avventura. La terza, appunto, principalmente geografica. Si parte dal basso per poi risalire.

[per l'aneddoto, la metà é stata un po' scelta anche per "alzata di mano". Dato che io ho sempre funzionato "a tifo", degna facente parte di una famiglia di sportivi, quando ci siamo ritrovati a tavola per parlarne e io ho cominciato a gridare "BALI, BALI, BALI!" ho trovato un super alleato, la cui opinione é schiacciante. Teo ha cominciato a gridare insieme a me "BALI, BALI, BALI!". Poco importa se lui stava dicendo "AniMALI, AniMALI, AniMALI!", un giorno glielo spieghero'. Eravamo già in due a fare il tifo per la stessa meta d'inizio. Di fronte ad una Lietta perplessa e ad un Babbo J ancora incerto, la squadra dei BALI ha vinto. L'unione fa la forza. ;-)]

La grande partenza é prevista per il 5 settembre, da Milano Malpensa, la mattina.

Per scelta abbiamo deciso di approfittare della scalo della nostra compagnia aerea a Dubai per fermarci qualche giorno ed adattarci al fuso orario. Bali é +6 ore rispetto all'Italia, Dubai in settembre solo +2 ore, e questo ci permetterà di essere un po' meno jetlagged. Non i bimbi, che forse sono quelli che si adattano meglio, ma soprattutto noi, che alla fine, in qualsiasi parte del mondo siamo, sempre i genitori dobbiamo fare, e quindi essere sempre presenti, sempre pronti, anche se stanchi.

Ci fermeremo a Dubai qualche giorno, e poi il 9, nella notte, la Grande Partenza. Decolleremo all'1 e 25 della notte. Scelta strategica, cosi' i bimbi dormono e, se il destino vorrà, anche noi. Alle 14.30, dopo esattamente 9 ore e 5 minuti di volo, atterreremo all'aeroporto di Bali Denpasar, recupereremo i nostri unici bagagli, e potremo finalmente inaugurare il nostro grande viaggio della vita. 

Ad oggi, quanto ci fermeremo, ancora non lo sappiamo. Andremo un po' dove ci portano il vento, gli incontri, i progetti. Quello di cui siamo certi é che i primi mesi saranno sempre un no-stop, e che, per la prima volta, vivremo forse un Natale in infradito. Olé.