Cosa vuoi fare da grande?

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Ciao, sono Micaela, e ho 7 anni. Mi piace tanto leggere, scrivo storie, e quando non sono occupata a sognare di avere un fratello a cui fare le treccine disegno. Vado a scuola, e la mia materia preferita é italiano. Anche matematica mi piace, ma solo quando mi riescono i problemi, altrimenti mi arrabbio, e solo se mi si lascia contare con le dita. Da grande mi piacerebbe fare tante cose, ma più di tutto mi piacerebbe fare la mamma.

Da grande mi immagino con i capelli lunghi, uno chignon, tailleur e scarpe con il tacco. Da grande mi immagino donna in carriera. Mi immagino svegliarmi la mattina in una grande camera dal letto con un grande letto morbido e un piumone bianco. Mi immagino scegliere i vestiti da un'immensa cabina armadio con gli abiti in ordine di colore, sempre profumati e stirati. Mi immagino guardare attraverso delle grandi vetrate luminose la mia città con una tazza di caffé in mano. Da grande mi piacerebbe abitare in una grande città.

Da grande mi piacerebbe avere un ufficio tutto mio, con la foto della mia famiglia sul tavolo, come si vede nei film americani. Da grande mi piacerebbe fare l'architetto, perché mi piace disegnare le piantine delle case, o forse la psicologa infantile, perché mi piacciono i bambini. Forse allora mi piacerebbe fare la maestra d'asilo, ma mi piacerebbe ancora di più che l'asilo fosse in casa mia. Voglio avere tanti bambini quanto una squadra di basket. Ma non il quintetto base. Tanti quanti se ne vedono nelle foto di squadra di inizio stagione. Voglio avere tanti bambini e voglio anche essere una donna che lavora. Mi piace l'idea di avere tante pile sul tavolo, perché mi piace avere tante cose da fare. E  mi piace anche l'idea di doverle riordinare. A me piace mettere tutto in disordine per poi rimettere tutto in ordine. Lo faccio spesso anche nella mia camera. Da grande voglio andare a prendere i miei bambini all'uscita da scuola.

Da grande mi piacerebbe avere una grande casa in cui poter ospitare tanti amici. Mi piacerebbe una casa su più piani, con il giardino, come quella di "Mamma ho perso l'aereo". Poi mi piacerebbe avere una grande libreria con un sacco di libri, e i quadri alle pareti voglio dipingerli io. Mi immagino dei bambini che girano per casa con lo skateboard e che saltano sul letto mangiando le patatine dal sacchetto. Da grande voglio fare tante cose, ma non mi piace andare a scuola, perché preferisco imparare da me. Da grande voglio scrivere, ma anche fare la cantante. Mi piacerebbe fare parte di un gruppo, di quelli che fanno i concerti, ma non so se vorrei piuttosto del gruppo essere quella sempre dietro, che suona la batteria. O magari la chitarra. Da grande vorrei fare la ballerina. Da grande vorrei viaggiare, ed andare negli Stati Uniti. Ma non da sola. Da grande vorrei avere la mia famiglia sempre con me.

Da grande vorrei avere un marito bello, simpatico, intelligente, dolce, che cucina bene, che pulisce la casa, che mi scrive lettere d'amore, che mi fa ridere e che sa ballare. Non mi interessa il principe azzurro, e Di Caprio proprio non mi piace. Mio marito me lo immagino che assomiglia a Ethan Embry, perché "Dutch é molto meglio di papà" é uno dei miei film preferiti. Con degli occhi grandi grandi e un bel sorriso. Mio marito non deve essere il più bello della classe, ma il più buono. Mio marito deve essere gentile. Da grande mi immagino tanto innamorata. Mi immagino che il venerdi' sera lasceremo i bambini a casa e usciremo a cena. Mi immagino che andremo al cinema, e quando cammineremo per strada ci terremo sempre la mano. Mi piacerebbe avere un marito che sia il grande amore della mia vita, e con cui staro' per sempre. Da grande non so se faro' l'architetto, la scrittrice, la cantante, o la maestra d'asilo, ma fra tutto questo una certezza io ce l'ho. Da grande io faro' la mamma.

Ciao, sono Micaela, ho 28 anni e quella bambina che parlava prima se mi vedesse oggi non so cosa penserebbe di me. I miei capelli sono corti, di tailleur non ne ho neanche uno e le scarpe con il tacco sono dimenticate nel ripostiglio. Vivo in una casa piccola, ma che dopo anni di 15 metri quadri per me é come un castello. Il letto é piuttosto comodo ma le lenzuola sono quelle fornite dall'ultima lavatrice. I miei vestiti stanno in un armadio a due ante dove i cappotti toccano una mensola in cui sono nascosti i vestiti da stirare. In compenso, sono in ordine di colore, e a volte perversamente pure in ordine di forma. Ogni mattina ho una tazza di caffé in mano, ma dalle finestre della mia cucina vedo l'interno delle case dei miei vicini e un giardinetto in cui degli allegri pasticceri ballano e cantano alle 6 della mattina che io gli tirerei quei pannolini che teniamo fuori dalla finestra perché altrimenti in casa ci stenderebbero tutti. Ho abitato in una grande città, una di quelle che tutto il mondo sogna, ma poi un giorno con folle intento incosciente l'ho lasciata per cercare non so cosa, non so come, ma in compenso so molto bene dove. Alla grande città ho preferito il cuore.

Non ho un ufficio tutto mio, e nemmeno un computer decente, ma in compenso la mia casa é piena di foto della mia famiglia. Non sono architetto né psicologa, ma ogni tanto casa mia ad un asilo ci assomiglia davvero. Voglio ancora avere tanti bambini quanto una squadra di basket nelle foto di inizio stagione, ma per oggi ne ho due e quando alla gente per strada dico che non mi fermero' qui mi prendono pure per pazza. Sono una donna che lavora, ma devo e voglio fare talmente tante cose che inventerei le giornate di 36 ore. Riordino, eccome se riordino. Più o meno una decina di volte al giorno. In generale riordino i giochi dei miei figli, e non serve a nulla perché dopo cinque minuti in una zebra per terra ci inciampo comunque. Ma adoro farlo, perché per me che loro si divertano é la cosa più importante.

La grande casa di "Mamma ho perso l'aereo" la sogno ancora, ed insieme a lei anche la grande libreria. I quadri alle pareti in compenso sono tutti miei, e quello di cui vado più orgogliosa l'ho davvero dipinto io. Lo skateboard mio figlio ancora non ce l'ha, e le patatine sul letto non le mangia, perché a lui piace spargerle e schiacciarle per tutta la casa. Sono andata a scuola, ma le mie più grandi conoscenze le ho imparate da me, perché sono troppo anarchica per attenermi ad un percorso imposto da altrove. Scrivo, e canto pure. "Nella vecchia fattoria" é il mio singolo preferito. Ma canto anche sotto la doccia ed il giorno dopo ogni X Factor, ancora presa dalla puntata. Perché alla fine essere cantante ed avere la voce di Florence dei Florence and the Machine resta ancora un mio sogno. Sono anche ballerina, perché qui in casa tutti insieme si balla di brutto. Ho viaggiato, e continuo a farlo. Ho sfidato la mia paura dell'aereo e sono andata anche laddove non mi sarei mai aspettata di andare. Sono stata negli Stati Uniti, e del mio viaggio mi ricordo cio' che la mia nausea gravidica mi permette di ricordare. Di una cosa sono comunque estremamente fiera : la mia famiglia é sempre con me.

Non ho un marito, perché per sposarci aspettiamo di aver fatto tutti i bambini che vogliamo fare e di aver guadaganto tutto quello che vogliamo guadagnare. In compenso ho un fidanzato. Un fidanzato che amo tanto e che mi fa arrabbiare spesso, perché continua a lasciare la spugna nel lavandino e perché quando carica la lavatrice perde sempre un calzino, ed é sempre uno mio. Uno che mi fa arrabbiare perché é testardo, quando gli parlo a volte si incanta e quando gli dico "Ci sei?" risponde "Eh?Ah si, si. Ti stavo ascoltando" ed invece non é assolutamente vero. Che mi fa arrabbiare perché é a volte cinico, spesso convinto di avere sempre ragione, e perché é troppo permalosissimo. Pero' a me non interessa, perché per me lui é bello, simpatico, intelligente, dolce, cucina bene, scrive lettere d'amore nell'aria, mi fa ridere sul serio, sa ballare e pulisce pure. Perché lui di azzurro ha solo le camicie, a Di Caprio non assomiglia proprio ma in compenso gli occhi grandi grandi come Ethan Embry ce li ha davvero. Siamo tanto innamorati, ma uscire soli il venerdi' sera é il nostro sogno esplosivo e il cinema non sappiamo più cos'é. La mano comunque ce la teniamo, ma mentre spingiamo il passeggino, una sopra l'altra. Cara Micaela di 7 anni, io non so se tu mi vedessi ora cosa penseresti di me, ma no, non diventerai architetto, scrittrice, cantante, maestra d'asilo e neppure tutto cio' che con gli anni avrai voglia di diventare, ma in compenso, fidati, una certezza puoi averla. Perché, seppur in una casa piccola, niente cabina armadio, niente grande città e niente ufficio personale, tu farai la mamma felice, e cosa più bella non c'é.

Tutte le foto di questo articolo sono state scattate da una grande Donna, Mamma e Fotografa. Lei é stato uno di quegli incontri che ti rendono persone migliori. Con le sue fotografie ha saputo cogliere la vera essenza della mia famiglia, e per questo le saro' sempre grata. Il suo nome é Federica Simoni e la potete trovare

quihttp://www.mamafedona.com/

e quihttps://www.instagram.com/fo_/

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