40 cose da fare per vivere Parigi come un vero Parigino

Essere parigino non é un dettaglio da carta d'identità, bensi' uno stile di vita. Un parigino é un abitudinario che odia le abitudini, un gipsy elegante, un personaggio con uno charme solo suo. E se si vuole vivere Parigi da vero parigino, ecco tutto cio' che si deve fare. Enjoy!

- Svegliarsi presto la mattina e andare a correre al Parc Monceau (ancora meglio se in primavera, quando il parco esplode di fiori. E sul ponticello chiudere gli occhi e sentirsi il protagonista di Midnight in Paris. Top.)

- La domenica pomeriggio, é passeggiata nel Marais. Punto. Alle 16.30, petit expresso con un amica sulle sedie in vimini di uno dei tanti café, osservando i passanti.

- Prendersi un gelato da Berthillon sull'Ile Saint Louis appena esce il primo raggio di sole. Ok, anche se non esce.

- Bersi un the alla menta tra il cinguettio degli uccellini alla Moschea di Parigi (e, per i più golosi, mangiarsi anche uno degli ottimi dolci)

- Appena se ne ha l'occasione, entrare da Ladurée e mangiarsi un macaron come si deve. Anche due. Facciamo tre.

- Borsa in spalla, andare a fare la spesa come quelli veri al Mercato bio di Boulevard Raspail e immergersi nella parigi contadina.

- Calcolare qualsiasi percorso non in minuti ma in cambi da fare con la metro. Le cui linee si conoscon interamente a memoria. E vivere nella consapevolezza che in qualsiasi posto si voglia andare, il viaggio durerà meno di 30 minuti.

- Cercare la tomba di Jim Morrison al Père Lachaise (e, probabilmente, ignorare completamente quella di Haussmann)

- Scoprire una profonda, inaspettata ed inarrestabile voglia di scrivere un libro mentre se ne sfoglia uno da Shakespeare and Company.

- Brindare all'infinito durante la Fête des Vendages ( = festa della vendemmia) di Montmartre e rientrare a casa molto felici. Molto molto felici. Magari con l'ultima metro. O con la prima del mattino dopo. O forse, semplicemente, non tornare a casa.

- Fare mezz'ora di coda per mangiare un vero fallafel a l’As du Fallalel nel Marais. Per poi finirlo in 5 minuti.

- Bere, almeno una volta nella vita, un caffé al Café de Flore. E sentire il profumo della storia.

- Fingersi turisti in un pomeriggio di follia su un Bateaux-Mouches e salutare la gente che guarda dai ponti. Oppure negare completamente il saluto ai poveri turisti che salutano dai Bateaux-Mouches mentre si guarda Parigi dai ponti.

- Comprare un abbonamento Velib' . E muoversi solo solo solo in bicicletta.

- Fare un pic-nic con vista Tour Eiffel sugli Champs de Mars.

- Calpestare il punto zero delle strade di Francia sul parvis di Nôtre Dame.

- Ammirare l'intera Parigi dall'ultimo piano del Beaubourg.

- Sentire l'atmosfera del Natale solo ed esclusivamente dopo aver visto tutti gli allestimenti di tutte le vetrine dei Grands Magasins.

- Vedere la sfilata del 14 luglio sugli Champs-Elysées.

- Spingere con l'asticella una barchetta nella fontana del Jardin du Luxembourg. E poi sedersi su una delle sedie reclinate e mangiarsi una baguette farcita mentre si prende il sole (quando c'é, oppure immaginarsi che ci sia e sognare le vacanze in Spagna, raggiungendo immediatamente il parigin-livello n°5)

- Passare davanti al fruttivendolo di Amélie Poulain a Montmartre, e ritrovarsi, da soli, a sorridere.

- Ritrovarsi a nuotare fino a mezzanotte alla Piscine Pointoise (e sentirsi come in un film di Wes Anderson).

- Mangiare ostriche al comptoir (=bancone) de La Mascotte a Montmartre.

- Comprare fiori freschi al Marche aux fleur et aux oiseaux della Cité.

- Passeggiare tra gli animali alla Galerie de l’évolution all'interno del Jardin des Plantes.

- Bersi un bicchiere in un grande palace parigino (George V, Plaza Athénée …)

- Mangiarsi una vera crèpe in Rue d'Odessa. Soddisfatti, uscire, ammirare la Tour Montparnasse e lanciarsi in folle turbine di shopping sulla Rue de Rennes.

- Ammirare Parigi attraverso l'orologio all'ultimo piano del Musée d'Orsay.

- Fare un viaggio in India e mangiare un vero indiano nel Passage Brady.

- Fare un viaggio in Asia e mangiare un sandwich vietnamita nel quartiere cinese del XIII arrondissement. (Ok, e poi sentirsi completamente spaesati dal vedere che perfino la scritta Mc Donald's é in ideogrammi cinesi).

- Vedere un concerto all'Olympia, un film al Grand Rex o un'opera teatrale alla Comédie-Française.

- Ritrovarsi studente alla Biblioteca Saint-Geneviève e poi bersi un aperitivo lungo la Rue de la Montagne St. Geneviève.

- Vestirsi da vero bobo (=bourgeois-bohème), con aria da ganzo passeggiare lungo la Rue de Bretagne e poi fermarsi a mangiare con un amico al Marché des enfants rouges

perdersi gallerie cité boulevard.

- Ritrovarsi improvvisamente, inconsapevolmente e come per magia con le mani piene di sacchetti dopo un rapidissimo ma proprio rapido giro da Kiliwatch a Etienne Marcel e da Merci su Boulevard Beaumarchais.

- Bere un caffé sulla Place de la Sorbonne ammirando la sede del sapere.

- Mangiare un vero pezzo di carne pièce di boucher sauce échalotte in una vera, ma vera vera brasserie parigina.

- Tirare fuori dagli armadi il primo costume per Paris Plage e sorseggiare un cocktail sulla sabbia vista Senna.

- Diventare estremamente abili a fare rimbalzare i sassi sulle acque del Canal St. Martin. Proprio come Amélie Poulain. 

- Comprare un libro d'occasione in una delle librerie di Boulavard St. Michel e sedersi a leggerlo in un café in Saint Germain.

- Stappare una bottiglia di vino sui Quai de Seine e passare l'intera serata a meravigliarsi di quanto spettacolare sia la Ville Lumière. E poi, emozionata, sentirsi come in un film.