Habemus Filiam Florentina - La dichiarazione di nascita di Lia e la battaglia per il doppio cognome (si, perché si può!)

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Habemus filiam florentina! Finalmente almeno qualcuno di noi é riuscito ad avere su carta il nome della nostra cara città dove tutto comincio' e dove tutto prese forma. Questo corrisponde alla nostra consacrazione di famiglia nata interamente in paesi e città diverse (e il prossimo, dove lo si farà? ;-) ) , ma riuscita a coronare il proprio piccolo sogno fiorentino. Essendo Lia nata in casa, tutto cio' che riguarda le pratiche burocratiche e non, lo si é fatto da noi. E cosi', a qualche giorno dalla nascita, con fierezza ed orgoglio, ci siamo diretti verso la maestosa Piazza della Signoria per dichiarare che avevamo fatto una bella bimbetta. Eccone la storia.

La bella bimbetta di cui sopra si chiama Lia. (e questo era già chiaro fin da qui e da qui)  E non solo. Si chiama Lia Miljian. Esattamente come suo fratello, che all'anagrafe risulta Teo Miljian. Piccolo sogno, una scelta di cuore. Io e il loro babbo fin da quando eravamo ragazzetti infatti ci siamo ripromessi che a tutti i nostri figli avremmo dato Miljian come secondo nome, parola da noi coniata che rappresenta non solo tanto amore, ma un principio di vita, una maniera di vedere il mondo. (Cosa significa Miljian? Eh eh! Chi indovina?). Ebbene, promessa mantenuta. Lia all'anagrafe si chiama Lia Miljian. Per la perplessità degli impiegati comunali e per la nostra felicità, ce l'abbiamo fatta anche questa volta.

Il momento della firma delle carte é sempre emozionante. Nonostante basti ben altro per rendersi conto di aver fatto un bambino (eh si, eccome), vederlo scritto é sempre da pelle d'oca. Io, da buona nostalgica, ogni volta che mi ritrovo in una situazione simile, di quelle da firme importanti a due mani per intenderci, sogno. Ma se quella sera di tanti anni fa al posto che restare nella mia umile dimora studentesca per cena avessi deciso di uscire a prendermi un gelato, ma io, ora, mi ritroverei uguale a firmare queste carte con questo Julien francese senza r moscia? Ebbene, sono certa di si. Perché alcune cose sono scritte. Data l'importanza del momento, una volta ufficialmente acquisita una figlia fiorentina, siamo andati a brindare con cappuccini in un locale sulla piazza che ci é parso all'altezza della situzione. Ora che abbiamo una tale figlia, ci pareva il minimo portarla in un locale storico della sua città.

Noi siamo gente seria

Adoro questa foto. Nonostante siano ormai trascorsi giorni da quando é stata scattata, di più di quanti ne fossero trascorsi dal suo arrivo nel mondo proprio in quel momento, io continuo inesorabilmente a guardarla nella stessa maniera, meravigliata. E' incredibile quanto un figlio, seppur entrato nelle nostre vite poco tempo fa, si abbia l'impressione di averlo accanto da sempre. Perché? E' mai esistito un "ante Teo-Lia"? E se mai é esistito, giuro, doveva essere, seppur meno chiassoso, sicuramente più noioso.

Chi ci segue sui social già lo sa (e se non lo fate ancora eccove qui Instagram e la nostra nuovissima Pagina Facebook), ma io e mia figlia siamo una cosa sola. Dalla pancia al marsupio, viviamo il degno proseguimento della gravidanza a quattr'occhi. Mio figlio in compenso, il guerriero, a cui sui sorella "un glie fa un baffo", si sta esercitando nella gamb-arrampicata. Insomma tra entrambi, il mio corpo si sta trasformando in un parco avventura.

La dichiarazione di nascita sarebbe stata un completo successo se, come ho già accennato nel titolo, non fosse inesorabilmente coicisa con l'inizio di una grande battaglia, per noi davvero importante. In Italia difatti inspiegabilmente non é ancora previsto che alla nascita si possa attribuire al nuovo arrivato non solo il cognome paterno, ma anche (giustamente!!) quello materno. Teo, nato in Francia, porta il cognome di entrambi. Per noi é stata una scelta completamente naturale. E' figlio di entrambi, é giusto che anche il cognome vada di conseguenza. Per Lia, altra dinamica. Nata in Italia, l'iter é più complesso. Ma ho voglia di annunciare a tutti quanti : ragazzi, é possibile! Ebbene si, con un po' di pazienza e di insistenza, caratteristiche indispensabili in tutto cio' che riguarda la burocrazia italiana, si puo' finalmente arrivare a vedere anche il cognome materno sulle carte d'identità dei nostri bambini. Noi, a cui le code in Prefettura ci fanno un baffo (Stato Italiano, toh!), abbiamo già fatto richiesta. Con calma, il tempo di parecchi caffé al bar insomma, anche la nostra bimba potrà avere il giusto cognome che le spetta. Ovviamente, come per ogni richiesta, deve essere data motivazione. Nel nostro caso, più che voler avere due figli che abbiano lo stesso cognome, non avremmo saputo cosa dirgli. Ma, per esserci dettagliatamente informati su internet, possiamo a tutti gli effetti annunciare che basta motivare l'aggiunta del cognome materno con una "ragione sentimentale" per poterlo ottenere. Insomma, la vincinta di una grande battaglia direi, no? [per tutti coloro che volessero avere maggiori informazioni, io ho scoperto molto sul sito www.cognomematerno.it, che sembra malfatto ed invece é chiaro ed efficace].

La migliore coppia di pesci di sempre!

Insomma, detto questo, do' appuntamento alle prossime avventure, sperando di poter condividere la mia grande esperienza della notte del 24 settembre quanto prima (ma già la sto preparando ;-) ).

With Love. I Miljian. Tutti e quattro. 

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