Le nostre cinque terre in famiglia ovvero ottime ragioni per andare al mare d'inverno

Cinque-Terre-in-famiglia-40.jpg

E' dal primo giorno d'inverno che stiamo aspettando torni la primavera. Siamo gente da piedi nudi, magliette a maniche corte, gelati, giornate lunghe, e di nuovo gelati, noi. Insomma, siamo gente da sole. Cosi', presi da un passionale slancio di felicità a seguito di ripetuti giorni con all'incirca 15 gradi, abbiamo deciso di farci un bel weekend al mare. Destinazione : la più colorata che esista. Uno dei miei posti preferiti. Ecco qui il nostro weekend alle Cinque Terre. Con un sacco di immagini (si, perché incapace di scegliere, le ho messe quasi tutte, mi piacevano troppo). Ovvero un'infinità di buone ragioni per andare al mare d'inverno. Cheers!

Ebbene, dopo questa solarissimo incipit, devo fare outing. La nostra vacanza é cominciata con la pioggia. Siamo partiti di venerdi', in tarda mattinata. Anche perché, e soprattutto perché, nonostante vari tentativi, devo ammettere che siamo profondamente incapaci di prendere qualsivoglia mezzo di trasporto prima delle 9.30. Noi proprio 'un ce la si fa. Due bambini, un passeggino doppio, nessuna macchina, valigie (nonostante noi si viaggi sempre il più leggero possibile, la nostra guida su come fare qui) e due sole mani. Ci abbiamo provato più volte, in generale nel 90% dei casi rischiando di perdere il treno. Cosi' ora, saggiamente, abbiamo smesso di sopravvalutarci e abbiamo cominciato a comprare biglietti del treno ad orari ragionevoli. Anche perché, per quanto i film siano fighi, vivere con la pressione di James Bond non é sempre piacevole. Cosi', pronti partenza e via, siamo saliti sul treno destinazione La Spezia con la buona speranza (e l'ingenuità, soprattutto l'ingenuità) che saremmo riusciti ad arrivare a destinazione tranquillamente. No, non é andata cosi'. Dopo due ore e mezza di treno (nella calma, incredibilmente, devo dire, o perlomeno nessuno ci ha salutato dicendo "Ciao Teo" mentre scendevamo dal treno, già questo é un traguardo) siamo stati travolti da un uragano di pioggia stile monsone. Portovenere era la nostra destinazione. Importante sapere che l'autobus che porta a Portovenere non é esattamente accanto all'uscita della stazione, bensi' a 546787654 km percepiti quando si ha una bimba in braccio, una valanga di pioggia sulla testa e un bambino che coltiva una profonda avversione per il copri pioggia da passeggino. (il resto della storia dopo un'ulteriore valangata di foto sotto il sole, che sono, ovviamente, del giorno dopo)

Questa é una delle mie sessioni di foto preferite con il biondo. L'ho portato sulla "bacca". Mi piacevano troppo, non sono riuscita a selezionarle.

Insomma, arrivare alla fermata dell'autobus é stata una vera avventura. Una volta saliticisi sopra poi, l'avventura si é tramutata in sopravvivenza considerando il numero di tornanti (39 minuti di strada, ed io soffro la macchina, in particolar modo quando si é a strapiombo sulla montagna, perché soffro pure di vertigini) da La Spezia a Portovenere, ma siamo riusciti ad arrivare a destinazione piuttosto intatti (c'é stato giusto un rapido momento in autobus in cui, completamente bagnata dalla pioggia, bianca pallida dal mal d'auto che Biancaneve mi faceva un baffo, mi sono girata verso Julien e gli ho detto non troppo "maestro shaolinamente" <<Ricordami che la prossima volta andiamo a Viareggio!!!>>, ma é durato giusto un secondo, eh, proprio un attimo>>.) Ci siamo degnamente ripresi davanti ad un buon piatto di spaghetti ai frutti di mare (il primo di una lunga serie) ed ovviamente a tavola l'argomento principale é stato se saremmo mai stati in grado di partecipare a Pechino Express. Ma intanto io l'ho sempre detto che della coppia sarei quella che preferirebbe mangiare gli scarafaggi piuttosto che fare bungee jumping. E quindi mi sento l'animo in pace. La prima giornata é andata cosi', tra assegnamento dei ruoli per una ipotetica partecipazione a Pechino Express, attesa che quella dannatissima pioggia smettesse, e pianificazione della giornata successiva. Che poi, é quella di cui avete visto le foto fino ad ora. Inoltre, a Portovenere abbiamo trovato la sera un ristorantino top in cui abbiamo mangiato divinamente (questo qui) e in cui siamo perfino tornati il giorno successivo. Ed é quindi davanti ad un delizioso piatto di fritto misto che abbiamo deciso che il giorno seguente saremmo perfino stati in grado di riprendere l'autobus direzione La Spezia per andare a visitare le Cinque Terre. Quel fritto era davvero buono.

Questo si che si chiama Super Babbo!

Una delle foto più ganze mai scattate. Amo entrambi qui!

Coucou Liettina! Si era appena svegliata dopo 3 ore di super dormita al sole. Bella Vita.

Ed eccoci qui insomma la mattina seguente carichissimi sul nostro amico autobus destinazione La Spezia. Questa volta, per fortunissima, accolti da un sole a dir poco estivo. Il viaggio si rivela meravigliosamente panoramico e noi ce lo godiamo per bene. Arrivati alla stazione dei treni di La Spezia un'altra splendidamente tipica italiana notizia ci aspetta : prevista un'ora di attesa per il prossimo treno destinazione Cinque Terre. L'ultimo é appena partito. Meraviglioso. Avevamo proprio voglia di una pausa caffé a La Spezia. E cara Trenitalia, nonostante tu ripetutamente cerchi di sabotarci le vacanze, sappi che noi invece dalle tue assurde decisioni traiamo beneficio. E cosi' abbiamo lasciato i pupi a Mamie e Toto (si, con noi c'erano anche loro, venuti a trovarci per il compleanno di Teo, di cui ho parlato qui) e io e Julien siamo andati...a comprare i biglietti del treno. Sembrerà una stupidaggine, ma é stato fighissimo. E' rarissimo per noi rimanere soli. Ci siamo ritrovati allo sportello della biglietteria solo noi due come non ci capitava...da anni...troppi anni. Stavamo esattamente facendo quello che eravamo soliti fare appena incontrati. Ci é piaciuto da morire. E cosi' siamo saliti sul treno destinazione Vernazza con il grande sorriso di coloro che hanno appena vissuto proprio un bel momento, tenendoci per mano come due ragazzini. Ah, per la cronaca, ci siamo imposti per i cinque minuti che é durato il nostro appuntamento a lume di candela di non parlare dei nostri figli. E ce l'abbiamo fatta. Olé. Da qui parte la nostra bellissima esperienza alle Cinque Terre.

Li amo. Come lei faccia a non dire mai niente giuro non lo so.

Non ho saputo sceglierne una, si vede?

La nostra prima tappa é stata Vernazza. Un posto assolutamente spettacolare. Eravamo sulla spiaggia da 1 minuto e 37 secondi e io e Teo ci eravamo già tolti le scarpe per mettere i piedi nel mare. Lui poi ci ha decisamente preso gusto al punto tale che mezz'ora dopo era in mutande. Sarà forse perché ha tentato di raggiungere le barche dall'altra parte del molo credendosi Gesu' Cristo che cammina sulle acque. Ho tentato di spiegargli che questo super potere ancora non ce l'ha ma lui mi ha risposto urlando "Noooo mamma bacca nooooo aaaaahhhh bacca tattaotitateeee (=tanti auguri a te, sempre il suo intercalare)" e cosi' ho pensato che contraddirlo sarebbe stato inutile. Davanti a noi passa una famiglia francese. Il papà guardandoci dice : "Ah, sans chaussettes carrément = ah, addirittura senza calze?". Ovviamente inconsapevole che il francese lo capisco. Dopo tre minuti, erano in mutande anche i suoi figli. Tié. Ci siamo mangiati un'ottima focaccia (in realtà non una ma cinque, dato che a comprarle ci era andato Babbo J, affetto da shopping compulsivo quando si tratta di cibo) e poi abbiamo ripreso il trenino in direzione della nostra seconda Cinque terra prescelta, Riomaggiore. Se non fosse per i passaggi un po' matti dei treni, spostarsi da un paesino all'altro sarebbe davvero semplicissimo e decisamente rapido. Ma se non si vuole essere dipendenti dagli orari imposti dei treni, si é vittima di attese in stazione che decisamente non permettono di visitare degnamente tutti i paesini in una sola giornata. Ad ogni modo, siamo stati estrememamente soddisfatti delle nostre scelte, e dopo una passeggiata a Riomaggiore e un buon aperitivo, abbiamo rifatto tutto il percorso inverso (si, anche l'autobus La Spezia-Portovenere) e siamo tornati verso la nostra splendida casa provvisoria. La sera, un altro ottimo piatto di spaghetti ai frutti di mare. E abbiamo pensato che comunque a Pechino Express le decisioni le avremmo prese insieme, che ci sarebbe piaciuto salire su un furgoncino senza tetto di quelli da cui godersi un panorama incredibile sulle montagne e che la prima cosa che avrei fatto sarebbe stato abbracciare Costantino della Gherardesca.

La vista dal nostro appartamento. Un sogno.

Abbiamo visitato il Castello di Portovenere. Un incanto.

La domenica mattina l'abbiamo interamente dedicata alla visita di Portovenere, che ci ha letteralmente rubato il cuore. E' un posto da sogno. Che, con clima favorevole, diventa realtà. Dopo esserci goduti intensamente gli ultimi momenti in riva al mare, ci siamo dovuti arrendere alla consapevolezza che saremmo dovuti tornare a casa. O, perlomeno, ci siamo dovuti arrendere al biglietto del treno che ce lo imponeva. Dopo un weekend da urlo, siamo giunti alla conclusione che il mare d'inverno é la migliore scelta. Ecco perché :

  • i prezzi degli appartamenti sono nettamente minori, e quindi noi ci siamo potuti concedere una bellissima casa vista mare con giardino e tanto di piscina (mai usata, ovviamente, nonostante Teo abbia tentato di entrare pure li) ad un prezzo davvero ottimo
  • luoghi che d'estate sono nettamente invasi dai turisti provenienti da ovunque e presenti dappertutto risultano calmi e piacevoli. E noi quindi abbiamo potuto trovarci un bel posticino sulla sabbia in riva al mare senza litigare con nessuno e sopratutto senza ritrovarci in faccia i piedi di nessuno
  • se il tempo é clemente e il sole spacca le pietre, ci si puo' perfino mettere smanicati e azzardare un bagno in mare (vedi Teo e il super potere di Gesu' Cristo)
  • i ristoranti sono più accoglienti, meno stressanti, e quindi ci si sta meglio
  • l'aria é buona e si é tutti più felici

Insomma, ora mi sto asciugando le lacrime mentre scrivo perché oramai vivo nella consapevolezza che si, siamo tornati a casa. Si, esattamente 6 giorni e 22 ore fa eravamo li'. E' durato giusto il tempo di un weekend. Ma é stato meraviglioso. E ora abbiamo un sacco di foto da stampare.

Concludo con un'immagine che vuole essere un'ode ai quei due bambini che non sono solo stati bravissimi, ma tra autobus, treni, stazioni, attese, pioggia, sole e vai-di-qua-vai-di-la, si sono rivelati davvero top! In particolare se si considera che avevano un solo passeggino e hanno saputo condividerselo alla perfezione. Bravi biondi, siete dei compagni di viaggio super! In attesa del prossimo viaggio, che avrà probabilmente molto a che fare con croissants e baguettes e con un rientro in patria, a tutti quanti, With a Lot of Love, Cheers!