Le nostre ultime avventure preferite in immagini - Family Florence Edition

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Data la nostra presenza sulla copertina di febbraio del magazine The Florentine, che é poi il riferimento internazionale in carta e online per tutti coloro che hanno voglia d'internazionalità a Firenze, mi sono detta che era arrivata la giusta occasione per rimettere mano al nostro esplodente (in quanto sta davvero per esplodere) archivio fotografico e ricavarne qualcosa di ganzo. Insomma, avevo voglia di ridare a questo spazio il suo principale ruolo, che é poi quello di diario di tutte le nostre avventure, soprattuttissimo in giro per la nostra città, Firenze. Cosi', armata di tanta santa pazienza, mi sono lanciata in una folle ricerca. Quindi, ecco a voi la selezione dei nostri migliori momenti in foto, edizione Florence Atmosphere. E poi, ovviamente, ci si vede su The Florentine.Ho riattaccato il mio hard disk al computer ed ho immediatamente fatto un viaggio nel passato. Sarà perché di foto ne scattiamo veramente tantissime, la macchina fotografica é perennemente nel mio zaino. Ma mi ero dimenticata che una domenica pomeriggio come tante altre, a pochi passi da casa, Julien aveva scattato a me e al mio biondo del cuore alcune tra le mie foto preferite di sempre. Volevo farci un articolo, ma mi sono dimenticata anche di questo. E cosi', eccole qui :

Perché ci piacciono : perché ci siamo divertiti da morire mentre le scattavamo e perché Teo ride sempre, sempre, sempre.

Erano all'incirca le 4 del pomeriggio, quando d'inverno comincia già a far buio, insomma. C'era una luce incredibile, eravamo ai piedi di Piazzale Michelangelo. E stavamo per andare a fare cio' che io più di ogni altra cosa amo fare la domenica. In particolare la seconda del mese (data la mia dipendenza da emoticon, se potessi, qui, ci metterei quella con gli occhi a cuore). La seconda domenica del mese é Mercatino Vintage in Santo Spirito. (ne avevo anche scritto un articolo, qui, all'epoca di Lietta inside) .Olé. Qui sotto la prova.

I palloncini non lo sapevano ma erano coordinati alla mia giacca e al mio cappello.

Dato che queste datano dicembre 2016, ho trovato pure le foto della seconda domenica di gennaio, 2017 in questo caso. Sono riuscita a convincere Babbo J ad andarci anche quella volta. Yes.

Notare la mia folle felicità quando mi trovo al mio mercatino del cuore. Inversamente proporzionale a quella del proprietario dello stand con i foulards, che quando mi vede ormai si mette le mani nei capelli. Mi conosce da quando ho 21 anni. Troppo. (trovate foto mie con le mani "in pasta" nel primissimo articolo che scrissi per questo nostro diario online, non per niente articolo che trattava del nostro mercatino del cuore. Lo trovate qui. Quando lo rileggo e lo rivedo sorrido sempre <3 )

Post mercato, la nostra porta azzurra per tornare verso casa é oramai tradizione.

La passione per i portoni fiorentini non finisce qui. Questo, ancora addobbato post-Natale, mi ha portato a dire a Julien : "Fermo fermo fermo, stai qui! Devo farvi una foto!". Fatta. :-)

Idem qualche metro più avanti. ;-) 

Lo stesso giorno scattammo anche queste, sul ponte. Adoro questa vista, in particolar modo quando viene sera. Sembra di essere in un film.

Cercando foto d'archivio che fossero effettivamente in un buon florentine mood, mi sono resa conto che sono decisamente meno rispetto alle abitudini passate. Sarà perché é inverno, e spesso preferiamo stare in casa piuttosto che affrontare il freddo (io, 'un ce la fo. Sono nata in estate mica per niente). Ma penso sia soprattutto perché tante cose sono cambiate in casa negli ultimissimi mesi. La prima fra tutte, Babbo J ora ha un ufficio tutto suo, che quindi non é più a metà tra la cucina e il computer appoggiato sul fasciatoio. Questi mesi che ci siamo oramai lasciati alle spalle sono stati bellissimi. Mentre li vivevo, mi rendevo conto che erano un gran privilegio. Tutti insieme, 24h su 24, 7 giorni su 7. Per me un vero sogno. Ma ne ero consapevole, sapevo che prima o poi tutto sarebbe cambiato. Cosi', ora, abbiamo anche noi un Babbo che ci dice ciao ciao la mattina. Ma noi siamo tanto felici, perché quello che sta facendo ci piace un sacco e perché siamo tanto orgogliosi di lui. E ora quando il Babbo c'é, ce lo godiamo molto di più. Lui, in compenso, riesce finalmente a lavorare per bene, e soprattutto senza interruzione. Senza che nessuno gli chieda come fa il cavallo per intenderci, o che gli imponga di stare in piedi saltellando perché a lei piace cosi'. Spesso non lo si considera, ma lavorare in casa con due bambini sotto i due anni é come voler preparare il ragu' senza avere la carne. Scusate il paragone, ma comincia ad essere ora di pranzo. Insomma, parecchio folkloristico. Io, comunque, continuo a provarci, ed aspettissimo la primavera.

La cosa più ganza di questo scatto é la persona che corre in lontananza.

Ed eccoci nella nostra flora naturale, il Giardino di Boboli. Ora i portinai dell'ingresso ci riconoscono, ed io provo una profonda soddisfazione. Un po' come quando al bar cominciano a chiederti : "Il solito?". Ah, che bei momenti. Sono un'abitudinaria, sono un'abitudinaria.

Sempre in tema Giardino di Boboli, queste risalgono a qualche giorno fa. Quando abbiamo scoperto che nel laghetto ci sono i Qua Qua, e ci é stato fatale.

Momento di intensa tenerezza. Come accade spesso, devo ammetterlo. Forse troppo spesso. Teo quando si alza la mattina corre dalla sua camera alla nostra, salta sul letto, dice "Ia ia ia", e le stampa un bacio in faccia. Si, si, lo stampa proprio, nel senso che poi sulla fronte di Lia sembra sia stato fatto un timbro. Lei ride, come sempre. Si sveglia, e ride. Va a letto, e ride. Ecco, se la si mette nel passeggino, ride un po' meno. Ragion per la quale é sempre in braccio. E' diventata l'umano prolungamento del nostro corpo. Bene ma non benissimo, insomma. In questo scatto, inoltre, si nota che i capelli di Teo stanno crescendo sempre più. Ha volte ha una pettinatura che Julien dice assomigli ad un giocatore di calcio russo degli anni '90. Ma io non demordo, e non mi faccio condizionare, affatto. I capelli non glieli tagliero' MAI.

Quel giorno Babbo J era parecchio in forma. Amo questa foto. <3

Dal mio archivio fotografico telefonico. Amo questa foto, perché entrambi i bambini stavano dormendo, e quindi a noi sembrava di esserci finalmente concessi un appuntamento galante. Dietro, un sacco di fiori, in uno dei nostri posti storici, perché é quello in cui ci siamo bevuti l'ultimo aperitivo alcolico prima di scoprire, proprio quella sera, che aspettavamo Lietta. Esattamente seduti a quel tavolo dove ci siamo riseduti il giorno di questa foto. Il ricordo in pixel era inevitabile.

Sulla via di ritorno per casa, parecchio soddisfatti perché avevamo appena fatto merenda in uno dei nostri posti preferiti di sempre con una brioche treccia grandissima. Ah, che meraviglia.

Per rimanere in tema cibo, abbiamo scoperto l'apertura di una caffetteria americana proprio vicino al Duomo dove fanno caffé e donuts come piace a noi. La carta da parati ci ha fatto sognare (sarà forse perché é il posto a cui puntiamo più di tutti??? - di nuovo emoticon con occhi a cuore). Non potevamo evitare la foto. Per di più, é passato quasi esattamente un anno dal nostro folle viaggio a New York City, dove, a proposito, ho scoperto che si puo' trovare The Florentine (insomma, Firenze e New York, sarà un segno del destino??? ;-) )Mi é venuta voglia di scriverci un articolo. Bei tempi ragazzi, bei tempi. Nostalgica (dai???).

Ciao ciao da me e dal mio caffé americano bevuto con sfondo Duomo.

Liettina. <3 <3 <3 Quando mi bacia mi dico che alla fine vale la pena averla sempre in braccio.

Dancing with my little lady in Piazza Duomo

Amo queste foto perché : adoro i colori, di quella mia gonna comprata quando avevo 20 anni e che ancora uso e che se vi dico quanto l'ho pagata vi mettete le mani nei capelli (perché era poco, non tanto, eh. Ma io compro solo se costa poco) ; di quel nuovo maglione giallo regalatomi da Julien perché diceva che era da troppo che non mi faceva regali, e io quindi gli ho risposto "Ok, va bene" (e nessuno pensi che me ne sono approfittata) ; e di quel muro alle nostre spalle, che resta uno dei miei posti preferiti di sempre perché ho un sacco di ricordi. Nostalgica. Di nuovo.

Eravamo tutti molto felici del maglione giallo nuovo. Love you Babbo J, to the infinity and beyond.

Ho postato questa foto sulla mia pagina Instagram qualche giorno fa, quando é stata scattata. Amo dare una storia alle fotografie. Non amo scrivere per niente, in maniera sconnessa. E cosi', proprio in quell'occasione, avevo raccontato cio' che mi era accaduto il giorno in cui questa foto é stata scattata. Entrando in libreria, all'ingresso, mi ha accolto un libro di cucito. Non capita spesso di trovarli appena varcata la porta, e questo mi fa pensare fosse proprio destino. In pochi lo sanno, troppo di rado ne parlo, ma io nella vita ho sempre voluto fare la sarta. No, non la stilista. La sarta. Io amo cucire, vedere il risultato a cui si puo' arrivare da un tessuto. Vedere un abito prendere forma. Ho cominciato a cucire quando avevo 11 anni, seduta per terra, appoggiata all'armadio nella mia camera di adolescente. Gli unici strumenti erano quelli accumulati da mia mamma nel corso degli anni. Di tessuti, non ne avevo. Cucivo solo a mano, punto dopo punto. Non avendo materiale, me lo sono andata a cercare. Ho tagliato miei vecchi vestiti, cose oramai dimenticate ritrovate negli armadi, ed in particolare i maglioni di mio papà (che ho scoperto solo successivamente mettesse ancora, ma quando l'ha scoperto non si é arrabbiato molto, incosciamente permettendomi di continuare a rubargliene ancora. Olé.) Ho continuato a cucire a mano per anni, mi é sempre venuto naturale. Fino al giorno in cui ricevetti la mia prima macchina da cucire. Quando la vidi, piansi. Piansi. E ancora piansi. Non riuscivo a smettere. Era un sogno. A regalarmela, era stato Julien. Che in me, ci ha sempre creduto. Poi la vita mi ha portato altrove, ed ora la mia macchina é oggetto d'arredo, in casa. Ogni volta, quando la guardo, mi si strizza un po' il cuore. Lei é li, ferma, mi osserva. Aspetta. Quando ho trovato quel libro di cucito, l'altro giorno, in libreria, non ho potuto fare a meno di ricordarmi le notti passate china sui tessuti a cucire, cucire, ed ancora cucire. I miei sogni, le mie idee, i miei progetti. E l'importanza di non dimenticare mai chi siamo, cosa volevamo essere, da dove veniamo. Io lo so, quella macchina la riprendero' in mano presto. E ah, i maglioni di mio papà ritagliati, li metto ancora. Sono i miei preferiti. Mai smettere di guardare in alto, verso il sole.

A queste immagini non potevano poi non aggiungersi quelle scattate proprio per The Florentine, una mattina, presto presto, in Santa Croce, luogo per noi magico. Dietro l'obiettivo, quella che é oramai per noi una grande amica. Ogni immagine é stata scattata da lei, Francesca Guerrini Photography. (Pagina Facebook qui, e Pagina Instagram qui). Insieme a lei, una mattina trascorsa tra i colori ancora all'epoca di Lietta inside, che trovate qui, e le meravigliose immagini del mio secondo scricciolo a qualche giorno dalla nascita, che trovate qui.

Con questa ci trovate in copertina :-) Questo mese su The Florentine, Firenze for Kids. Ed é quindi un onore rappresentarla.

Concludo questo articolo con un' immagine che riassume un po' tutto questo periodo, oltre a cio' che ho fatto con mio figlio per buona parte della mattinata. Ultimamente, si é appassionato a Michael Jordan (abbiamo guardato tutti i suoi video con le migliori azioni, top). Quindi, fate come lui, non smettete mai di volare. With a Lot of Love.

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