Il nostro 2016 - Traguardi, avventure ed emozioni - Il nostro best of

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31 dicembre 2016. Ultimo giorno di questo incredibile anno. E se ne tirano le somme. A colazione abbiamo ascoltato la canzone che ci ha accompagnato nel passaggio dal 2015 al 2016, e ci siamo resi conto di quante cose siano cambiate [per l'aneddoto, la canzone é  New York degli Urban Cone :-) ]. Certo, guardandoci attorno, non era necessaria una canzone per rendercene conto. Il nostro stato influenzale esteso a 3 membri su 4 della nostra famiglia (è Lietta la warrior) é l'ultima prova di un anno intensissimo, vissuto a fondo, colmo di novità, di sorprese, di balli post caffè, di lanci sul letto, di salti in aria, fino a toccare il cielo, di corse in stazione, di frigoriferi vuoti e pance piene, di pianti di gioia, di strette forti, di urla, di sorrisi, grandi, veri, sempre presenti, di spalle su cui appoggiarsi, di pizze sul marciapiede e di spinte la notte, di cicogne e di leoni, di risate dei bambini, di arrivi importanti, di notizie buone e di giorni cattivi, di lacrime e baci, di aerei, treni, autobus, e gambe sempre in moto. E' il 31 dicembre, siamo stanchi, influenzati, ma tanto, estremamente, intensamente felici. Di quella felicità che solo una grande energia può dare. Grazie 2016. Questo é il nostro best of, per te.

Tutto é cominciato con la durezza della vita, con il pavimento che crolla, e con la scoperta di una nuova vita, con il pavimento che cambia. Tutto é cominciato con la notizia che porta la mia penna (o meglio, le mie dita dato che ora si scrive solo a computer) a non aver più voglia di alimentare questo spazio (durerà per ben 5 lunghissimi mesi). E poi una sera, uno strumento esteticamente parecchio brutto ci da la notizia umanamente più bella. Una nuova vita viene scoperta sulle scale del salotto di una casa sui tetti fiorentini. Due settimane dopo, quella casa si riempie di cartoni. Si trasloca, di nuovo. Il 2016 é stato il primo anno al 100% lontano dalla Francia, l'anno che ci ha visto trasformarci da parigini a fiorentini (qui tutto su i Miljian parigini ). Il giorno del trasloco, cominciano le nausee. Saranno tre mesi folli, duri. Ma questo non ci ha impedito di vivere la nostra più grande esperienza, il grande viaggio. Il 2016 è stato l'anno di New York City.

All'interno del Disney Store di Times Square, dopo aver mangiato un croissant ed esserci bevuti un caffé da Starbucks, Teo festeggia il suo primo anno di vita. Un anno intensissimo, rivoluzionario, che ci ha colti di sorpresa. Mentre soffiamo le candeline sul cupcake dal 17mo piano del nostro hotel nell'Upper West Side, un piccolo esserino si fa spazio nella mia pancia e sopporta con tenacia la mia forte influenza e le mie inarrestabili nausee (si, a New York ero malata, ma siamo partiti uguale. Toh.) Il viaggio di ritorno dormiamo abbracciate sdraiate sui sedili dell'aereo mentre Babbo J sopporta con pazienza e fermezza le 10 ore di viaggio più difficili del secolo con un bimbo in braccio. Al ritorno una casa ancora piena di cartoni ci accoglie. Sono i mesi della fatica, di letti disfatti, di sballaggi che sembrano non finire mai, di dormite sul divano immobilizzata dalle nausee, sono i mesi del computer appoggiato per terra in camera su cui ogni sera si guarda Gossip Girl (questo é un outing a tutti gli effetti) sognando di nuovo quell'aria pungente di Manhattan. Sono la fotografia di una casa che si costruisce e in cui riprendono vita i ricordi di un'intera vita, in cui si riappendono i nostri quadri (qui la nostra storia più bella ) . Fino a che le nausee spariscono, riesce il sole, Firenze si scalda, ed arriva il momento dell'annuncio ufficiale.

La pancia cresce, e con lei i progetti. Questo spazio continua a non essere toccato, in attesa del ritorno "con il botto", come si suol dire. Comincia a prendere forma la grande idea di innovazione, che poi sarà quella che servirà al sostentamento della famiglia. Babbo J si lancia nella messa in pratica della sua start-up. Il lancio nel vuoto, nella consapevolezza di essere sulla strada giusta, perché quello che si troverà all'atterraggio del volo sarà ancora più bello. Un fermento di idee, che racchiudono grande capacità, professionalità ed esperienza. Cominciano i mesi del sudore, quello vero. Del tentativo di amalgamare alla perfezione vita di famiglia e lavorativa nella stessa pentola. E mentre i grandi progetti crescono, lo fa anche quell'incredibile voglia di vita nella pancia. Fino al 5 maggio, quando a quella vita diamo un nome (qui la storia completa + video, che resta il mio preferito). Sta per arrivare Lia.

Con il grande annuncio rinasce Like Miljian. Questo blog riprende forma, divenendo inarrestabile. Sono sempre di più le persone che seguono le avventure di questa famiglia di 3+1, crescono proporzionalmente ogni giorno. Nel giro di pochissimo tempo, questo diario online e il suo contenuto fotografico quotidianamente postato sulla sua pagina Instagram da amatoriale diviene professionale. Like Miljian diventa lo spazio in cui si possono ritrovare le avventure di una franco-italiana famiglia fiorentina, Like Miljian segue M, Babbo J, Teo il Leone e Lietta la paziente nel loro quotidiano, tra grandi momenti e resoconti di weekend, diventando luogo di riferimento per indirizzi fiorentini (quila vita-guida di Firenze dei Miljian). Like Miljian sono momenti di vita semplice, sono le piccole cose. Like Miljian sono avventure. Like Miljian segue questa famiglia ovunque, anche nel loro grande, importante e atteso ritorno a Parigi (qui articolo + foto + video).

Ufficialmente la mia foto preferita con Teo, prima che il suo cappellino adorato che voleva mettere solo all'indietro alla Willy il Principe di Bel Air venisse dimenticato sulla cappelliera di un treno regionale senza scrupoli. Insieme a quello del suo Babbo. Ho compensato comprandome 5 per me. Giusto perché non si restasse senza.

I mesi primaverili portano sole e belle notizie. La casa finalmente ci assomiglia (e soprattutto assomiglia ad una casa, potrei aggiungere). La gravidanza procede benissimo, permettendo di non fermarsi mai. I progetti evolvono, nasce il logo della società di Babbo J. Like Miljian é inarrestabile. E noi, ci godiamo pienamente la nostra tanto bramata vita fiorentina, la sua luce e il suo sole. Nel frattempo, Teo cresce. E non solo per il numero di denti e di capelli. E' l'epoca della passione per i leoni, delle prime parole, del benvenuto agli animali come ufficiali membri della famiglia. "Begin Again" e il nostro film, e la sua colonna sonora accompagna ininterrottamente (Babbo J puo' talvolta essere soprannominato disco rotto)le nostre giornate. Fino al tanto atteso arrivo delle vacanze. Di cui, ahimé, il nostro hard disk non ci ha permesso di mantenere alcun ricordo. E' il momento del nostro mare alla anni '90. E' il momento in cui porto la mia famiglia in quel posto che mi ha visto crescere di estate in estate, passando dalla quintalata di crema solare spalmata dalla mamma al rifiuto della crema solare con successiva ustionatura per raggiungere la tanto bramata abbronzatura adolescenziale. E' il momento del viaggio nei ricordi. Lietta inside.

Il ritorno vede il debutto delle nostre prime proposte di collaborazioni con aziende importanti. Poi, il viaggio nel Chianti

e il successivo ritorno all'ovile. Comincia la meditazione riguardo al grande evento dell'anno. Quello che definisco il mio vero successo del 2016. La possibilità di un parto in casa non solo é fermamente valutata, ma comincia a divenire possibile. (qui il mio articolo al riguardo). Ne segue un mese estivo caldo e afoso, concentrato sulla pancia e sulla effettiva messa in pratica della start-up. L'aiuto dei nonni diviene fondamentale. Veniamo fotografati per la prima volta da un altro obiettivo. La nostra fotografa é Lili, ed é un gran colpo di fulmine (il risultato qui). Ne segue la parentesi bergamasca. Vengo intervistata per la prima volta da un magazine on line newyorkese (l'intervista la potete trovare qui), l'interesse che ruota attorno a Like Miljian é sempre maggiore. Ogni mattina io+Lietta inside e Babbo J ci svegliamo prestissimo e andiamo a lavorare al caffé sotto casa dei nonni. Non ci fermiamo mai. Julien termina la gran parte del sito dell'azienda. Da solo, senza alcun aiuto. Chapeau. Siamo pronti per partire.

Torniamo a Firenze. Entriamo nel Grande Mese. Siamo quotidianamente accompagnati dalla consapevolezza che il Grande Evento sta per arrivare. Cambiamo marcia, ed attuiamo lo sprint finale. Conosciamo Francesca, che poi diventerà non solo una grande amica, ma la professionalità fotografica che ci accompagnerà per i nostri grandi progetti del 2017 (qui il nostro primo servizio insieme).

Questa é l'ultima foto scattata prima dell'arrivo di Lia

E poi, una notte fiorentina risplendente di stelle, arriva la nostra stella più bella. In un piccolo scriocciolo si manifesta la più grande volontà di vita mai vista. Il 24 settembre, alle 3.50 della mattina, nasce Lia Miljian. Il lieto evento avviene tra il calore delle pareti della nostra casa (qui il racconto, ad oggi uno degli articoli più letti, e ringrazio, perché é quello che mi ha commosso di più scrivere). Ne seguono solo grandi emozioni.

Ufficialmente la prima foto dei nostri bimbi insieme

Ufficialmente la nostra prima foto a 4 insieme

I primi momenti sono stupendi. Il parto in casa ci permette di goderci a pieno la nostra vita di famiglia, serenamente e con una tranquillità unica, quasi irreale. La prima passeggiata , la quotidianità con i nostri cuccioli. In casa c'é un'energia magica (la ragione, raccontata qui). Vedere i nostri bambini pacificatamente insieme ci da l'energia per riprendere in mano i grandi progetti. La prima a fotografarci in quattro é Fede, una mia amica dell'applicazione a quadretti (qui il risultato). La start-up ha finalmente ogni base. Sono la prima persona a cui quel grande uomo che ho accanto da' il suo ufficiale biglietto da visita. E' la prova su carta che, nonostante dei mesi a 300 all'ora, nonostante infiniti km e due bambini, ce la stiamo facendo. Grande soddisfazione. Festeggiamo. Non facciamo in tempo a fare il brindisi, che già il tempo ci ricorda di quanto é capace di scorrer veloce. Lia compie un mese. Due mesi. Tre mesi.

Arriviamo al mese di dicembre senza neppure rendercene conto. E mentre lei, sorriso perenne che più immensa gioia non c'é, cosi' grande da aver cominciato a giocare da sola, e lui, oramai un ometto indipendente che se sapesse cucinarsi le polpette probabilmente vivrebbe da solo, crescono a tal punto che se io potessi ne farei subito altri due, io e Babbo J ci ritroviamo al tavolo di quella nostra cucina in cui regnano le briciole, e guardiamo a questo anno come ad un bellissimo film. Riviviamo momenti ed immagini. Siamo d'accordo nel vedere il 2016 come l'anno in cui di più in assoluto ci siamo sentiti vivi, sempre coinvolti in qualcosa. Il 2017 si prospetta essere un grandissimo anno. Cominceranno per me grandi collaborazioni, ne verranno ufficializzate altre, ma soprattutto avverrà il reale lancio della società, società che é, alla fine, il concentrato dei nostri cervelli, della nostra vita, e delle nostre passioni. Il mese di dicembre ci ha fatto ospitare il nostro primo Natale in famiglia. Ci ha fatto mangiare un'infinità di panettoni. E ci ha portato fino a qui. Qui, seduta su questo letto, raffreddata da far paura come i 3/4 dei membri della mia famiglia, e quindi con i fazzoletti alla mia destra e le pastiglie per il mal di gola alla mia sinistra, come al solito a scrivere mentre la mia bambina mangia, e quindi tentando di arrivare ai tasti di questo computer con lei appoggiata al braccio. Il più grande regalo di vita mai ricevuto.

Grazie 2016. Grazie per averci ridato l'occasione di stringere tra le braccia una nuova creatura, grazie per le possibilità che ci hai offerto, grazie per tutte queste emozioni. Grazie a te che leggi, grazie a te che guardi. Grazie, grazie, ed ancora grazie. La vita é magica

Caro 2017, tra poco ti daremo il benvenuto. Sii clemente con noi, e dedicaci tanta salute. Noi, in cambio, ti regaleremo un sacco di sorrisi, e di Amore, tanto Amore (e poi giuro che sarai il primo anno in cui non costruiremo nuovi bambini. Partorirli, non intendo farli ;-) ). Noi siamo pronti. With Love. I Miljian.

Buon anno da tutti noi!

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