Push Rewind! - La prima vacanza in due quando già in tre - Always a good idea

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Accadde più di un anno fa. Settembre 2015. Da 7 mesi in tre, siamo saliti su un aereo in due. E anche se la meta più che scelta era circostanziale, l'esperienza é stata ugualmente unica. Fotostoria della nostra prima volta in due quando già in tre. Perché Paris is always a good idea.

Difficile? Si. Per me, eccome. Ma come ogni volta che mi ritrovo in una situazione scomoda consapevole che la scomodità é data solo da giustificazioni non oggettivamente valide, mi sono motivata da sola. Hai sempre detto che fai bambini per lasciarli al mondo e non per tenerli per te? Bene ciccia, ecco, é arrivata l'occasione per dimostrarlo. Avevo la scelta. Potevo lasciar partire Julien solo per quell'evento di famiglia. Ci ho pensato tanto (quando dico tanto intendo tantissimissimo), e poi alla fine ho deciso di andarci con lui. Abbiamo lasciato quel bimbo con cui ero abituata a convivere da 16 mesi (si, perché per me la gravidanza conta) dai nonni, e mentre facevamo ciao ciao dal finestrino dall'autobus diretto all'aereoporto zaino in spalla, ho cercato di non viverla come nei film degli anni '50 quando si vede la gente sul treno affacciata con i fazzoletti bianchi. Miki, contieniti. Mi sono fatta forza, e continuando incessantemente a ripetermi come cantilena nella testa strizzando gli occhi "Li lasci al mondo non li tieni per te, li lasci al mondo non li tieni per te", mi sono girata verso Julien, rilassatissimo, gambe incrociate, che si leggeva il giornale. Ho pensato da quanto tempo non ci rivivevamo un momento io e lui, soli, e mi sono detta che era, comunque, una gran figata. Che mio figlio non me ne voglia mai, ma non c'é cosa più bella dell'avere genitori felici. Ed anche se noi in quella città ci avevamo vissuto fino a qualche settimana prima, quella sera, soli, vedere i lampioni illuminare Parigi dalla finestra della nostra camera d'albergo di Montmartre é stato assolutamente, poeticamente, bellissimo.

Una delle rare foto in cui non appaio sorridente, ma l'unica in cui sopporto quel taglio di capelli che avevo deciso di farmi non so perché e non so per come. Mannaggia a me e alle terribili idee di "darci un taglio"

Si potrà pensare : "Wow! Dovete aver dormito fino alle 11 del mattino!". E invece no. Anzi, assolutamente no. Probabilmente prima delle 7 eravamo già in piedi. E questo nonostante fossimo andati a letto tardi perché ci siamo concessi un gran bel bicchiere di vino dopo cena seduti ad una terrazza parigina come si deve. Anzi, un Kir Cassis, il must della mia intera esperienza parigina al punto tale che ancora oggi c'é una bottiglia di Cassis nascosto dietro l'anta di un piccolo armadietto della cucina, li', paziente, che aspetta che io la smetta di far bambini ed essere incinta. Storie di mamma. Insomma, una serata meravigliosa. Perché dopo il nostro bicchiere, non contenti, ci siamo pure fatti una passeggiata mano nella mano per le vie di una Montmartre già infreddolita da un sempre più vicino autunno, e ci siamo goduti nel silenzio ogni nostro singolo passo. Quei passi che, carichi dell'esperienza da neo genitori, sono ancora più belli. Quei passi che, dopo una certa ora, ci hanno riportati nel nostro piccolo hotel, pronti a vivere la prima notte soli, senza nessun lettino accanto. La mattina dopo, una Parigi soleggiata si é mostrata a noi. E noi, ovviamente, ci siamo lanciati alla sua riscoperta.

Place Saint-Georges, una delle nostre preferite

God saves the selfies, in particolar modo quelli orribili che fanno la pelle liscia peggio delle creme per il viso coreane

Che Parigi la conoscessimo già, questo é indubbio. Come rendere il nostro soggiorno eccezionale allora? Facendo cio' che in anni di vita parigina non abbiamo praticamente fatto mai. I turisti, insomma. Non abbiamo messo neanche un dito mignolo nei quartieri che eravamo soliti chiamare "casa" e ci siamo lanciati nel principio di rivisitazione di luoghi fin troppo da noi snobbati per dare il nostro ufficiale addio alla città che ha dato i natali al nostro primo figlio, e non solo. Volevamo lasciarla mantenendo di lei un'immagine da cartolina. Ce l'abbiamo messa tutta. Modo migliore non esisteva che guardarla cosi', dall'alto, ammirando quei tetti che, oltre ad aver fatto innamorare tutto il mondo, hanno soprattutto fatto innamorare noi (vedi serata con maxischermo organizzata da Julien in Piazza Ognissanti a Firenze ufficialmente per una Notte Bianca, ufficiosamente per una me ancora giovincella e parecchio sfuggente; proiettati sul maxischermo, ovviamente, i tetti parigini).

Comunque sempre con noi, tanto da volerlo immortalare anche a gessetto sulle pareti dell'ascensore dell'albergo (nessun gesto delinquente, ovviamente, ma le pareti erano lavagne)

Pronti per la nostra serata al Moulin Rouge, che poi era un po' il centro della nostra vacanza a Parigi

Unico scatto ricordo della nostra serata, che é stata decisamente meglio della qualità della fotografia. Come siano potute uscire facce rosse, ancora non l'ho capito.

E poi, the Day After

Tutto mi sarei aspettata fuorché tornare a Parigi cosi' presto, a solo qualche settimana dal nostro trasloco, ed ancora con i cartoni chiusi nella nostra nuova casa fiorentina. Strano passeggiare e poi non potersi dire "Ok, ora torniamo a casa". Perché una casa non c'é più. Strano ritrovarsi solo noi due in quelle vie, con quell'atmosfera, che tanto ci hanno dato (a partire da un figlio, che già non é male) ma che tanto ci hanno anche fatto sognare di tornare altrove, dove l'autunno é caldo, e il sole brilla sempre. Ma in mezzo a quelle strade, tra quei palazzi, tra il profumo di baguettes calde e di croissants, io ho visto solo lui. Quell'uomo che la vita mi ha regalato, e che oggi ho l'onore di chiamare il padre dei miei figli (che nel frattempo sono pure diventati due, olé). In quella città che l'ha visto crescere, ma da cui anni dopo abbiamo tanto voluto partire, ci siamo concessi i nostri primi giorni di nuovo soli. Solo noi due, senza mondo attorno. Perché alla fine se oggi ci sono bambini, é perché li abbiamo creati noi. Perché alla fine se oggi c'é famiglia, é perché il fulcro siamo noi. Festeggiare é il minimo.

Mentre guardo queste immagini, e mentre scrivo questo articolo, mi rendo conto di quanto sia un privilegio per dei genitori riuscire ad avere un momento di nuovo soli. Noi, più di un anno fa, abbiamo avuto il nostro, e ne abbiamo approfittato per fare un po' i romantici e passeggiare mano nella mano, andare a letto tardi, mangiare cose insane perché intanto non c'é nessuno a cui dare il buon esempio, camminare sotto la pioggia prendendo freddo, e scegliere un ristorante senza guardare se c'é spazio per il passeggino. Oggi, sogniamo una serata insieme un po' come altri sognano un viaggio in Polinesia Francese.

Eccolo il mio Kir Cassis! (se ci fosse qui inserirei l'emoticon con gli occhi a cuore. Oppure quella che piange. Sono indecisa.)

Per questo, prometto solennemente che :

  • ce la mettero' tutta per costruirci il nostro tanto bramato momento della settimana insieme in cui uscire, soli, per andare al cinema, al ristorante, o anche solo per berci una birra in Santa Croce;
  • non smettero' mai di credere profondamente che il centro della mia vita sei tu, o Babbo J, perché alla fine un giorno loro vorranno uscire da soli, con i loro amici, non ci fileranno più nemmeno di striscio, e andranno via di casa (mentre lo scrivo non sto piangendo, giuro);
  • sei la migliore scelta che io abbia mai fatto;
  • la prossima vacanza insieme non si va più a Parigi ma magari in Polinesia Francese anche noi;
  • un giorno ripasseggeremo insieme la sera per la nostra Firenze tenendoci per mano, e poi passeremo di nuovo la notte a guardare le lucine simmetriche su Ponte Vecchio, e parleremo di quanto sarà bello avere dei bambini insieme, come facevamo un tempo. Fino a renderci conto che già li abbiamo fatti, e tutto é meraviglioso.

Perché Paris is always a good idea, ma anche giusto un aperitivo non é male. Lot of Love.

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