I segreti di mamma e Lia

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Da poco più di due settimane insieme, e ci sembra di conoscerci da una vita. Condividiamo ogni singolo momento del giorno e della notte, e non siamo mai stanche. Stiamo bene, siamo felici e serene. Se in questa fase post partum ci sentiamo più come in una passeggiata in campo di fiori che in uno scontro di go kart, pero', é perché abbiamo dei segreti. Accompagnati dalle splendide immagini della nostra super fotografa Franci, ecco qui i segreti di mamma e Lietta.

SEGRETO N°1 : ESPERIENZA

Si, voglio metterlo come primo segreto. Già sapere cosa ci aspetterà. Lietta é la seconda ed, essendo tale, vuol dire che un primo figlio l'ho avuto anche io. Si, anche io so cosa significa "sentirsi come dopo essere stati investiti da un autotreno carico di animali della giungla". Perché la verità é che te lo possono dire tutti, spiegare in  molti, ma finché non lo vivi non capirai mai cosa significa. Alla seconda esperienza ci si arriva con una maggiore consapevolezza, decisamente più preparati. Nonostante poi, alla fine, ogni figlio, esattamente come ogni gravidanza, sia a sé. (qui quella di Teo). Ecco, nel nostro caso, eravamo già pronti. Capello, impermeabile e stivali da pioggia, un po' alla Paddington, ad aspettare la grande tempesta. Ma poi, alla fine, non ha piovuto. Al contrario, é uscito un gran sole. Bene. Dopo qualche giorno in allerta, perché forse neanche noi credevamo potesse essere vero, ci siamo tolti la divisa da pioggia, e ci siamo messi in costume da bagno. Già che c'eravamo, almeno goderselo fino in fondo.

SEGRETO N°2 : RISPETTARE L'IMPORTANZA DEI PRIMI GIORNI

Tante volte, poverini, tendono ad essere sottovalutati. Ma sono alla fine l'invisibile base di cio' che sarà possibile costruire in futuro. Dopo un parto ci si sente galvanizzate. Già solo perché : <<Troppo figo, ho partorito! Ahhh, l'ho già fatto, e so finalmente come é andata! Noooo, ma davvero non devo più partorire?!? Che figata! Yuhuuuuuuu!!>> Io, per lo meno, dopo ogni parto, mi sono sentita cosi'. Più o meno come dopo aver fatto l'orale della maturità. Liberaaaa. Hai finalmente il tuo bimbo tra le braccia, e hai voglia di farlo vedere a tutti. Foto, visite, rispondere ai messaggi, alle chiamate. Ecco, no. Per quanto ci si possa sentire super stanchissimamente euforiche, ho imparato che il corpo va rispettato. Quel corpo che ha fatto crescere un bimbetto per ben nove mesi, ha appena vissuto un parto. Bisogna dargli il tempo di riprendersi. Nella calma, nel silenzio, nella quiete, senza stress. Nel nostro caso tutto é stato più facile, perché il letto su cui mi potevo sdraiare era il mio, il bagno in cui andavo era il mio, le voci che sentivo erano solo quelle delle persone a me più care (tranne la mattina, quelle dei pasticceri, oramai di famiglia pure loro). E cosi', i primi giorni, mi sono semplicemente limitata a coccolare la mia bimba. Abbiamo imparato a conoscerci, abbiamo preso tempo per noi. Ha funzionato.

SEGRETO N°3 : RIPOSO

Per quanto a volte sia impossibile, i primi giorni la mamma e il suo bimbetto devono riposare. So quanto sia incredibilmente irrazionale l'impulso che porta a voler mettere a posto la casa (in particolare quando si hanno visite), preparare da mangiare, fare la doccia, giocare a sudoku perché ci piace, stirare i pigiami, e fare qualsiasi cosa in altri momenti impossibile appena il nostro nuovo bimbo dorme. Ma no, della casa, ce ne freghiamo. Chiunque in visita non capisca che la casa che ha appena accolto un nuovo nato non puo' essere perfetta, é un cretino, e per questo puo' starsene a casa sua. Del mangiare, se ne occupano gli altri, e non solo, se non ce la sentiamo di alzarci, ce lo portano pure a letto. E' la mamma che ha partorito, ed é il bimbetto che é appena nato. Non si pecca di egocentrismo quando si pensa che al centro di tutto ci debbano essere loro. E' essenziale, quando il bimbo dorme, che lo faccia anche la mamma. O perlomeno che si sdrai accanto, ad occhi chiusi, a riposare. Io mi sono forzata (in particolar modo per la faccenda del sudoku, perché giuro che di preparare da mangiare proprio non mi é mai venuta voglia). Ogni pomeriggio, almeno per i primi giorni, appena Lia dormiva, mi chiudevo in camera anche io. E, ad occhi chiusi, mi addormentavo. Dopo pochi giorni cosi', mi sentivo di aver ripreso tutte le energie che il mio parto aveva utilizzato. E' stato essenziale. Ora, a solo poco più di due settimane, quando Lietta dorme, riesco a dedicarmi ad altro, e cosi' il ritmo di casa torna nella norma.

SEGRETO N°4 : NON DIMENTICARSI DI SE'

Lo metto come quarto ma é talmente importante che potrebbe essere il primo. Da quando Lia é nata, ogni mattina, mi alzo, mi lavo, mi trucco e mi vesto. Non importa se staro' a casa tutto il giorno, mi prendo cura di me per me e non per gli altri. Questa é una regola che mi sono imposta dopo la mia prima esperienza di mamma. Il tempo per lavarsi i denti lo si puo' trovare. Bisogna solo imporselo. Questo mi é servito per riconoscermi. Sembra un vaneggiamento ma non lo é. Lo stesso giorno del parto, sicuramente più stanca, sicuramente vissuta, ma la mia faccia era sempre la stessa. Nessun trauma, solo il giusto proseguimento della vita. Mi sono imposta di non dimenticarmi mai che prima dell'essere mamma sono una compagna, e prima ancora di questo, sono una donna. Quando ci prendiamo cura di noi, stiamo meglio, e faremo del bene anche agli altri. Perché é più bello essere una mamma sorridente, no? :-)

SEGRETO N°5 : FREGARSENE

Si, é vero, dopo il parto la nostra pancia si trasforma in un mollaccione. Brutto brutto che di più non si puo'. Che assomiglia un po' a quei giochi che c'erano negli anni '90, quegli orribili pupazzi che quando li si lanciava contro i muri rimanevano appiccicati. Difficile accettarlo al primo figlio, dal secondo te lo aspetti, perché che il mollaccione arriverà, lo sai già. Ebbene, questo mollaccione é cio' che resta di belle pancione che per nove mesi hanno accolto e fatto crescere i nostri figli. E' rimasto con noi un'intera gravidanza, non gli possiamo chiedere di sparire subito poverino. Questa volta, del mio mollaccione ne sono andata quasi fiera. L'ho ringraziato, perché mi aveva regalato una splendida bambina. Non l'ho costretto in panciere strane o ho tentato di farlo tornare in dentro fin da subito, ma l'ho rispettato. Nessuna terribile dieta, anzi in quel mollaccione metto buon cibo tutti i giorni. Incredibile ma vero, il mollaccione, con calma e in silenzio, se ne é andato. A soli 10 giorni dal parto, sono rientrata nei miei pantaloni. Culo? (scusate il francesismo). Puo' essere. Fatto sta che, aiutato anche dal fatto di non aver mai compiuto strani abusi durante la gravidanza (contrariamente alla mia prima volta, che pulivo il sugo della mia quotidiana pasta all'amatriciana con una baguette intera e poi non contenta mi mangiavo pure la nutella dal barattolo), il mio corpo si é ripreso velocementissimamente, che neppure io ancora ci credo. Forse anche grazie ad un'altra cosa. Che é il mio segreto n°6.

SEGRETO N°6 : ALLATTARE

Comincio con il mio outing. Non volevo allattare. Si, volevo fare la donna super nature che partorisce in casa e poi non volevo allattare. Perché per me era un trauma. La prima esperienza era un ricordo terrificante, un po' come quella versione di greco in cui presi 3-- (di meno non poteva dare, altrimenti penso l'avrebbe fatto) e il professore mi consegno' il mio compito con faccia schifata. E mannaggia, cosa avevo mai scritto? Ebbene, ogni esperienza é a sé. Ci ho riflettuto molto fino a farmi fumare il cervello. Mi sono fatta aiutare (il 90% di cose scritte in questo post non esisterebbero senza la mia ostetrica-angelo custode). E poi ho scelto. Mi sono detta : "Ci provo, male che vada smetto". E alla fine ho scoperto che mi sarei privata di una delle esperienze più dannatamente belle della mia vita. Mangio con la mano sinistra ad ogni pasto, dormo sempre sul fianco al punto che mi fa male il bacino, ma giuro che dell'allattamento ora vedo solo i benefici. Dormo come una ragazzina, ho ritrovato il mio peso subito, e soprattutto i soprattutti, vivo con mia figlia un'esperienza eccezionale. Dovremo smettere perché qualcosa ci impedirà di andare avanti? Pace. Ma almeno l'avremo vissuto. E sarà stato bellissimo. Affinché funzioni, ho scoperto che:

  • é indispensabile nutrirsi bene : chissenefrega di ritrovare la linea subito. Io mangio, e tutto quel ben di Dio lo prende anche mia figlia. Anzi, letteralmente, me lo risucchia. Più mangio io, più si nutre bene lei. Il resto, non conta.
  • non contare : niente orologio alla mano. Almeno per i primi tempi, che mangi quando vuole, dove vuole, per quanto vuole. Durerà quel che durerà, ma noi mamme cosi' evitiamo di scartavetrarci il fegato con principi oramai antichi, viviamo meglio (non dimentichiamo il super effetto degli ormoni dell'allattamento), e senza dubbio vivono meglio i nostri bimbetti, che sono umani, e non robot.

SEGRETO N°7 : CALMA E PAZIENZA

Piange. "Oh mio Dio! Cosa sarà? Avrà le coliche?". Chiamatele come volete. Coliche, mal di pancia, stress, baby blues. Fatto sta che sta piangendo. E quindi? Alla fine cercare un epiteto cosa cambia? Sta piangendo, consoliamola. Mettiamoci nei panni di uno scricciolo appena nato, che impara a scoprire il mondo, che ancora più che vedere percepisce le presenze, che non puo' fare nulla senza di noi, che ha il pianto come unico strumento di comunicazione. Non bisogna averne paura. E' nostro figlio. Se staremo sereni noi, lo sarà anche lui. La calma é uno dei miei principali segreti. Anche perché nel mio caso, capita piangano in due. Allora, mi metto nei panni di un mestro shaolin, sorrido, cerco la mia pace interiore (a volte ben nascosta, ma io la cerco), e agisco. Do' un bacio ad entrambi, e la maggior parte delle volte non funziona assolutamente, ma penso che se fosse cosi' semplice saremmo tutti maestri shaolin, e quindi con pazienza cerco di trovare una soluzione affinché i decibel dei miei figli vengano percepiti dalle mie orecchie come meravigliose melodie (sempre meglio di Britney Spears). Amen.

SEGRETO N° 8 : BABBO J

Ebbene si. Ho esitato se inserirlo oppure no. Ma alla fine non poteva non esserci. Perché lui é il nostro segreto dei segreti. Purtroppo, attualmente in commercio non lo si trova. Potrei cominciare a considerare se brevettarlo. (A volte mi fa arrabbiare pure lui eh, siamo umani anche noi). Lui, ci aiuta. Sempre, comunque. Lui, ci ascolta. Lui, ci capisce. Lui, ci prepara da mangiare. Lui, é essenziale. Il segreto numero 8, é essere ben accompagnati. E con tutto questo amore, si concludono i segreti di mamma e Lietta, che forse un po' sono anche quelli di Teo il Leone e del nostro Babbo, e quindi, di tutta una famiglia. With Love.

Ringrazio Francesca per le meravigliose fotografie scattate a me e a Lietta qualche giorno fa, bellissime tanto quanto le ultime che avevamo scattato insieme (che trovate qui).

Per maggiori informazioni su di lei ed in particolar modo per rifarsi gli occhi una seconda volta con meravigliose foto, ecco i suoi contatti :

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