On the road in Vietnam - Nha Trang

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Fu un viaggio intenso quello che ci porto' verso la mondana città marittima di Nha Trang.

Mezzo di trasporto: l'affascinante Golden Train, il treno interamente di legno che viaggia lungo la costa del Mar Cinese Meridionale, definito il più bel mezzo di trasporto su rotaie di tutta la penisola.

Durata del viaggio: 9 movimentatissime ore.

Partenza alle 20h30 dalla stazione di Ho Chi Minh City, arrivo a Nha Trang previsto alle 5h30. Ragazzi, si viaggia di notte!

Un'intera notte davanti, un tanto piccolo e tanto carino letto singolo, un mobiletto in legno, una piantina, una televisione che passa un solo canale di musica vietnamita e una piccola finestrella ad oblo' dalla quale goderci l'emozionante panorama : aaaaah, ecco presenti tutte le condizioni del mio viaggio da sogno!

Li', in quel treno, in quella cuccetta, seduta su quel durissimo letto di legno, ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita, "UN GRAN MOMENT DE LA VIE", come mi piace chiamarli. Il treno é appena partito, ad Ho Chi Minh é appena calata la notte ma tutto é già buio, e le famiglie si ritrovano davanti al loro piatto di phở bello caldo e profumato seduti sui loro sgabellini di legno,i bambini giocano, solo le luci delle lanterne li illuminano. Io li guardo dall'oblo' del mio treno, innamorata della loro semplicità. Il rumore del treno non mi permette di sentire le loro voci, ma io mi sento li con loro: il profumo del coriandolo, le risate dei bambini, la televisione in sottofondo, la cui luce illumina l'unica stanza della casa, in cui probabilmente questa notte dormiranno tutti insieme. E poi il treno passa davanti ad una casetta, dalla cui finestra si puo' intravedere un papà con in braccio il suo bimbo, il papà gli indica il treno, e il bimbo fa ciao ciao con la manina. Metto la mano sulla mia pancia, anche li dentro c'é un bimbo. Ringrazio il Signore per avermi dato la forza di affrontare questo viaggio ad ogni costo, contro corrente, nonostante la mia condizione, di non abbandonare tutto solo per "paura". Perché, anche se fosse solo per avere la gioia di raccontare a mio figlio un giorno questo unico momento, questo viaggio ne é valsa la pena di averlo vissuto.

Sono le 5 della mattina quando una dolcissima musica vietnamita risveglia tutti i passeggeri del treno. Stiamo arrivando a Nha Trang e fuori tutto é illuminato dalla luce dell'alba. Attraverso l'oblo' si scorgono infiniti campi di riso e in lontananza si vedono donne con cappelli a punta già pronte per il lavoro.

Ad un tratto la sirena, si scende dal treno. Caldissima Nha Trang, siamo arrivati!

LE NOSTRE AVVENTURE NELLA PIU' MONDANA LOCALITA' BALNEARE VIETNAMITA

Abbiamo visitato il tempio cham Po Nagar e dalla cima della sua collina abbiamo ammirato il fiume Cai passare attraverso antiestetici ponti arrugginiti e cullare romanticissime barchettine azzurre prima di perdersi nelle acque del mare cinese.

Abbiamo preso il sole sdraiati sui comodi lettini color crema del Sailing Club e ci siamo creduti a Saint Tropez, ma poi un nuvolone monsonico di enorme grandezza ci ha sorpreso e ci siamo ricordati che il Mar Mediterraneo era ben lontano.

Abbiamo nuotato in piscina sotto la pioggia del monsone e abbiamo aperto la bocca.

Abbiamo cenato con i piedi nella sabbia ammirando le onde del mare, illuminato in lontananza da pali dell'elettricità a forma di Tour Eiffel.

Abbiamo cantato in play back Celin Dion al supermercato Maximark dove abbiamo comprato solo biscotti Oreo e cracker Tuc.

Ho mangiato un Bò Bún senza verdure, senza erbe, senza salse, senza brodo, insomma carne con spaghetti di riso in uno dei più buoni ristoranti vietnamiti della galassia, ed ho maledetto per tutta la sera colui che aveva inventato la toxoplasmosi.

Abbiamo cenato al Nha Hang Yen's Restaurant accompagnati da talentuosissimi veri musicisti vietnamiti all'ombra di lanterne arancioni. Abbiamo ordinato in antipasto croccanti nem (che io ho mangiato comunque perché solo per me hanno cotto anche l'interno, tié) e ottima acqua naturale Vikoda da pura sorgente vietnamita.

Abbiamo scoperto che a Nha Trang la seconda lingua non é l'inglese bensi' il russo, e che quindi non c'é da meravigliarsi se già prima dell'alba si vedono teste bionde ebbre di "gioia" ciondolare per le strade alla ricerca dell'ennesimo karaoke in cui fermarsi a cantare.

Abbiamo scoperto che scavalcando le immense distese di motorini parcheggiati sul lungomare si potevano trovare immense distese di sabbia bianca, e quindi che a Nha Trang si puo' passare da Riccione alle Maldive in un solo balzo, ma questo nessuno lo sa (a parte i russi, ovviamente, che pero' risultano molto più interessati al karaoke).

Abbiamo ammirato il grande Buddha della pagoda Long Son e abbiamo trovato la pace dei sensi.

E poi una mattina prestissimo abbiamo preso un taxi, nel nero di una notte non ancora finita abbiamo scorto la veranda di un bar ancora illuminata in cui una dozzina di uomini vietnamiti stavano seguendo la finale dei mondiali di calcio, e abbiamo sorriso. Tutto attorno solo cappelli a punta sotto i quali si nascondono visi di donne, le vere protagoniste, che già all'alba, ciondolanti sotto il peso dei loro bilancieri stracolmi di riso, sono pronte per il lavoro.

Quel taxi si stava dirigendo verso la stazione dei treni, dove un nuovo lungo viaggio ci stava aspettando. Perché si sa, noi andiamo dove ci porta il vento, e questa volta il vento proprio non si sbagliava.

Sailing Club Nha Trang

Tempio Cham Po Nagar

Dalla cima del tempio

Pagoda Long Son

Al ristorante 

Chilling in piscina

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