Q&A - Le nostre risposte alle vostre domande sul primo capitolo di viaggio

Che lavoro fate? Come fate a viaggiare così tanto? È questo il vostro lavoro? Avete dei lavori che vi permettono di viaggiare lavorando?

Siamo due liberi professionisti. Siamo due freelance. Lo eravamo già prima di partire in viaggio, sempre lavorando in casa con i nostri bambini:  Julien è uno specialista in marketing alberghiero, e per Miki, che ha sempre lavorato nella moda, il blog è diventato il suo lavoro nell’arco di pochissimo  tempo dalla sua creazione, neanche due anni fa.  Con gli anni e l’esperienza abbiamo acquisito delle competenze che oggi ci hanno permesso di far diventare le nostre passioni il nostro lavoro, tutto perfettamente compatibile con il viaggio. Che lavoro facciamo?  Il lavoro di Miki oggi è la scrittura, Julien si occupa del contenuto visuale, video e foto, oltre ad essere un esperto di marketing ed occupandosene anche per Like Miljian. Quando abbiamo deciso di fare del viaggio uno stile di vita, lasciando alle spalle casa e abitudini, abbiamo reso le nostre passioni la nostra professione. E’ stata una partita a poker con la vita :-) Con tanta forza di volontà, audacia e coraggio, oggi possiamo dire di avercela fatta. Su Like Miljian oggi è concentrato il 90% del nostro lavoro, unica eccezione per delle consulenze marketing che Julien continua a tenere. Ci basta Internet ed un pc per poter lavorare, in qualsiasi parte del mondo siamo. Siamo autori, creatori di contenuto, giornalisti di viaggio.

Come avete fatto per le valigie? Come fate ad organizzarvi per quantità bagagli e cambi stagionali?

Siamo partiti con due sole valigie. Piuttosto spaziose. La prima tappa del nostro viaggio è stata il Sud Est Asiatico, dove non abbiamo mai trovato temperature molto basse. Prima di partire, lo sapevamo. Per questo in valigia avevamo solo vestiti estivi,  non ingombranti. Alla partenza, una sola valigia era però di vestiti; nell’altra accessori, documenti, medicine ed abbiamo deciso di tenerla vuota per metà. Questo ci ha permesso di poter comprare e tenere cose che si potevano rivelare utili durante il viaggio.

Come si può affrontare dei viaggi oltreoceano con dei bambini?

Si può. Eccome se si può. Il segreto non sono i bambini bensì l’atteggiamento con cui lo affrontano i genitori. Bisogna essere molto flessibili, avere probabilmente pazienza, e poi il resto viene da sè. Quando si è stressati i bambini lo percepiscono e si comportano di conseguenza. Poi basta fornirsi dei validi alleati e conoscere bene i propri figli : avete un bambino che ama giocare, correre e muoversi? Probabilmente per far sì che un lungo viaggio aereo per lui non sia troppo noioso, meglio optare per un volo la notte. Se la domanda che vi ponete riguarda il fuso orario, stesso segreto: flessibilità. Quando siamo rientrati da Hong Kong avevamo 7 ore di fuso orario rispetto a Parigi. La mattina europea corrispondeva al nostro pomeriggio. La sera eravamo tutti molto stanchi ed i bambini si sono svegliati alle 5 di mattina per una settimana. Noi ci siamo adeguati al ritmo, addormentandoci e svegliandoci insieme a loro, addattandoci  gradualmente al fuso orario. Dopo una settimana, non eravamo finalmente più jet lagged e i bambini hanno cominciato a svegliarsi alle 8 del mattino (Olé)!

La mia domanda riguarda il vostro viaggio come lavoro. I vostri bambini con le loro foto contribuiscono molto al vostro successo. Non avete paura di mettere alla portata di tutti le loro foto? Avete mai pensato al giudizio che avranno una volta cresciuti sul fatto di essere catapultati sul web senza consenso?

I nostri bambini sono presenti nelle immagini nè più nè meno di quanto lo sono i figli di qualsiasi genitore della nostra epoca, che lavori sul web o altrove. Il nostro lavoro non vede mai loro come diretti protagonisti. Siamo semplicemente una famiglia che viaggia. L’idea di saperli in foto non ci ha mai disturbato, siamo buoni figli della nostra epoca :-) Non li forziamo in nulla, e loro non hanno mai manifestato disturbo nel vedere la macchina fotografica. Anzi. Teo ad esempio è grande fan delle instastories ed adora vedersi nelle immagini :-) Al contrario. Pensiamo di offrirgli degli ottimi archivi di ricordi. Inoltre, li mettiamo sempre in valore. Sempre.

Riguardo ai bambini. Hanno sempre voglia di fare tutto? Non fanno il pisolino? Hanno sempre mangiato di tutto? Ci sono dei giorni più complicati o tutto è sempre così bello come lo si vede nelle immagini?

Oh no, assolutamente. I nostri sono bambini normalissimi. Fanno i capricci come gli altri. piangono come tutti. E noi, come qualsiasi altro genitore,  di certo nei momenti più difficili non pensiamo a fotografarli bensì a calmarli e a farli stare meglio. Hanno le loro attività preferite ma noi cerchiamo sempre di coinvolgerli, facendo sì che nasca un interesse anche per attività meno “kids friendly”. Non ci è comunque mai capitato che si rifiutassero di fare qualcosa, non fa parte della nostra filosofia. Dormono ogni giorno. Spesso anche in albergo/casa/ovunque alloggiamo nel mondo, in quanto io e Julien spezziamo spesso le giornate di scoperta in due per lavorare (oltre alla notte, sempre. Sigh). Ma spessissimo gli è capitato di essere stanchi e quindi dormire all’aperto. Abbiamo delle immagini che li ritraggono dormire su dei divanetti in un bar sospeso sulle risaie Tegalalang, a Bali. Oppure su dei cuscini gonfiabili sulla spiaggia, in Thailandia. Sono davvero fortissimi. Si sono adeguati a tutto. Quando Teo ha sonno, prendiamo Lia nel marsupio e lui dorme nel passeggino. Per adesso ci siamo sempre trovati benissimo così. Ci sono giorni che sono stati complicati, certamente. In particolare per la nostra situazione di genitori freelance. Senza alcun aiuto. (Mai avuta una babysitter. MAI.) Ma come ogni cosa, poi passa. Siamo piuttosto dei positivi. :-)

Non è troppo difficile mangiare sempre al ristorante? Soprattutto con dei bambini. Come poter mantenere una dieta equilibrata per loro?

Eccome se lo è! E’ molto più piacevole cucinare secondo le proprie voglie ed esigenze. Per questo adoriamo viaggiare stando in appartamento. Ma spesso non è stato possibile, e ci siamo adeguati. La cucina asiatica è particolarmente sana. Riso, verdure, pesce. Anche al ristorante. Questo ci ha permesso di mantenere una buona alimentazione.

Riuscite a riempire tutto di gioia. Come fate a rendere qualsiasi cosa la migliore al mondo?

Grazie di cuore di pensare questo di noi. Ci onora davvero. Penso che venga a nostro favore il fatto di essere molto ironici, prendendo tutto con filosofia. Non siamo due genitori apprensivi bensì molto liberi. Tra di noi parliamo moltissimo, ci porta a regolare ogni problema. E poi siamo dei positivi di natura.

I bambini...vaccini o no? Si sono mai ammalati? Come avete gestito questo in Asia, dove le condizioni igienico sanitarie sono a volte un po’ carenti?

I bambini non si sono MAI e dico MAI ammalati durante questi 5 mesi in Asia. Sono entrambi vaccinati. Nessun vaccino aggiuntivo rispetto a quelli previsti necessario per questa parte di mondo. Abbiamo comunque fatto sempre attenzione : non siamo mai andati in zone ad alto rischio, e non abbiamo mai scelto ristoranti in cui non eravamo certi della qualità del cibo.

Avete sponsor?

Assolutamente no. Nessuno sponsor. Nessuno ci paga per compiere questo viaggio. E’ una nostra sola e unica scelta.

Ho letto che oramai il vostro blog e i relativi sponsor sono diventati fonte di sostentamento, ma immagino che all’inizio siate stati imprenditori indipendenti lavorando da qualsiasi parte del mondo in cui ci fosse un pc e una connessione internet?

La storia di Like Miljian comincia non troppo tempo fa, quando, rientrati da Parigi, decidiamo di creare un blog della nostra nuova vita fiorentina che altro non era che il diario della nostra famiglia (lo trovate qui) L’idea era quella di tenere aggiornati i nonni, tutti lontani, e di condividere la nostra vita di neo genitori con tutti coloro che ne avessero piacere. Siamo però dei perfezionisti : per questo non creiamo un blog qualsiasi ma compriamo un dominio, creiamo un sito vero e un logo (abbiamo sempre fatto tutto noi), investiamo un intero pomeriggio solo per la scelta dei colori.Il progetto piace subito : il format è nuovo. Nell’arco di pochissimi mesi Like Miljian ha acquistato sempre più amici lettori, al punto tale da diventare un vero lavoro. E’ piuttosto concentrato su Firenze, sulle avventure della nostra “petite famille franco-italienne”, sui nostri viaggi, sulla nostra vita.Quando decidiamo di lasciare tutto per partire a fare il giro del mondo, Like Miljian conosce già una buona visibilità. Senza di questa, non avremmo mai potuto prendere questa decisione. Ma nonostante questo, è stata durissima riuscire a far diventare reale il nostro sogno di vita. Abbiamo lavorato tantissimo, giorno e notte. Ci siamo fatti fumare la testa per rendere tutto questo possibile. Abbiamo fatto un’infinità di sacrifici e compromessi. Ci abbiamo davvero messo tutto noi stessi. Ci siamo impegnati a fondo. Non abbiamo smesso un solo istante. A volte è estremamente provante. Non sappiamo più cosa sia un weekend, un momento di pausa, e neppure cosa sia una vacanza, dato che il viaggio è il nostro lavoro. Non abbiamo orari. Il cervello non riposa mai. Ma i ricordi di famiglia che stiamo collezionando valgono ogni sforzo. E per noi solo questo conta.

Dove comprate i vostri vestiti?

Dipende. Durante il viaggio non abbiamo acquistato molto perchè non avevamo spazio in valigia. Spesso dei brand ci contattano per offrirci dei capi. A volte acquistiamo in negozio, a volte online. Ma non abusiamo mai. In particolare durante il viaggio, solo lo stretto necessario.

Vi appoggiate ad un’agenzia di viaggi o organizzate tutto da soli?

Tutto completamente da soli. Amiamo il vero spirito di viaggio, il perdersi per scoprire. Ai tour organizzati preferiamo i mezzi pubblici per muoversi come la gente del posto. Amiamo la libertà di scegliere.

Quanto tempo prima organizzate i viaggi? Vi è mai capitato di organizzare un viaggione all’ultimo? Se si, a cosa consigliereste di dare priorità nell’organizzazione?

Eccome se ci è capitato! Ci è capitato di comprare un biglietto aereo la vigilia, di prenotare un albergo o un appartamento un’ora prima del check-in. Se i prezzi lo permettono, non è sconsigliato. La prima cosa a cui fare attenzione sono i costi e le disponibilità. Se viaggiate in alta stagione, rischiate di non avere molta scelta e di pagare di più per avere meno qualità. Tutto dipende dalla destinazione.

Avete mai avuto la sensazione di aver fatto una scelta sbagliata nel mollare tutto? E se vi è capitato di entrare in una crisi, come ne siete usciti?

Abbiamo vissuto momenti di esitazione. Non ci è mai mancata la nostra casa  (Firenze si, tutti i giorni), non abbiamo mai subito la non esistenza di una casa, ma a volte abbiamo subito il contraccolpo dello stress del viaggio. Non abbiamo mai pensato di aver sbagliato intraprendendo questa scelta, quello che si ha in ritorno è talmente bello che non si può avere dubbi. Ci ricordiamo troppo bene perchè l’abbiamo fatto. E poi non è una scelta infinita, prima o poi torneremo ad essere stabili. Abbiamo superato ogni momento di crisi con la riflessione e la messa in discussione. Abbiamo dalla nostra il fatto di essere veramente molto uniti. E si sa, l’unione fa la forza.

Avete un programma con le varie tappe del viaggio o è piuttosto più un « vado dove mi porta il cuore », tappa per tappa ?

Quando ci troviamo nella parte di mondo che ci interessa, funzioniamo molto a feeling. Abbiamo cambiato il nostro itinerario di viaggio più volte per farci trascinare da ciò di cui sentivamo più il bisogno in quel momento. In compenso, abbiamo un’idea definita delle zone di mondo che ci interessa visitare,e in quale sequenza.

Non avete voglia di stabilità? Di una casa, di una sorta di quotidianità…

Ognuno ha una propria zona comfort, ognuno ha uno stile di vita che gli corrisponde. La nostra zona comfort, è il non averne una. Per ora diamo il meglio di noi nella scoperta, nell’ogni giorno un posto nuovo, nel non fermarci mai. E’ questa la nostra quotidianità. :-)

Quanto pensate durerà questa avventura? Fino a quando i bimbi dovranno entrare a scuola? Come vedete il vostro futuro?

Per ora non lo sappiamo ancora. Ci siamo dati come limite ultimo l’entrata a scuola di Teo. Ma potremmo stabilirci prima. Ci fermeremo quando ci renderemo conto che sarà il momento giusto per farlo. Nel nostro futuro vediamo casa, scuola, lavoro. Vediamo una vita normale. Ma nella nostra casa appenderemo tantissime foto ricordo. :-)

Quale sarà la prossima meta? Una volta finito il viaggio, tornerete a Firenze? <3

La nostra prossima meta sarà super incredibile! Stiamo lavorando su un nuovo immenso viaggione, un vero sogno. Non lo sveliamo finchè non sarà perfettamente organizzato. Una volta finito il viaggio, ci stabiliremo da qualche parte, ma non sarà l’Italia. Firenze resterà per sempre nel cuore e ci torneremo, ma da viaggiatori.

Quali sono secondo voi le tappe che non possono assolutamente mancare in un itinerario di questo tipo nel Sud Est Asiatico?

I nostri due Paesi “colpo di fulmine” sono l’Indonesia e il Vietnam, per delle ragioni completamente opposte. Non si può andare nel Sud Est Asiatico senza visitare almeno uno dei due.

Come avete fatto a gestire due bimbi così piccoli? Riuscite a goderveli? Come gestite le loro più comuni necessità?

La complessità più grande del viaggio è stata armonizzare la nostra vita da freelance con quella di genitori. Non c’è cosa più difficile che lavorare dovendosi occupare di due bambini. Ma ci aiuta moltissimo il fatto di essere realmente in due a fare qualsiasi cosa : metterli a letto, cambiarli, dargli da mangiare. Ci ha permesso più volte di alternarci. Ma ce li godiamo tantissimo. Davvero tantissimo. Siamo sempre sempre insieme. Non ci siamo mai persi, entrambi, nessuna tappa di crescita dei nostri figli. Siamo consapevoli di vivere con una condizione di vita eccezionale. Siamo grati alla vita di averci dato la possibilità di trascorrere tutto questo tempo insieme. Siamo davvero presenti per loro, sempre. E loro lo sanno.

Non è troppo difficile viaggiare con due bambini?

No, affatto. Tutto dipende da come la vive il genitore. Noi amiamo vedere la maniera in cui i nostri figli si sono adattati alla loro vita di viaggio. Amiamo vederli giocare con i bambini di tutto il mondo. Amiamo la loro curiosità. Nulla è stato difficile con loro.

Cosa consigliate a chi vorrebbe intraprendere un’avventura simile?

Di pensarci bene prima. Ahahah. Se si è miliardari, via libera. Se invece lo si vuole far diventare un mestiere, è giusto prima chiedersi se se ne hanno i presupposti. Siete pronti per un’avventura estremamente provante, stressante, siete pronti al più alto grado di compromesso, a mettervi alla prova costantemente?  Siete pronti a rinunciare a weekend, pause, momenti liberi, vacanze (perchè queste non lo sono) in nome di un’esperienza incredibile? Se si, allora questo stile di vita può magari adattarsi a voi.

Avete mai avuto momenti di sconforto o stanchezza durante il viaggio e avete pensato di tornare a casa e ricominciare la vita normale?

Eccome se abbiamo avuto momenti di sconforto e stanchezza, ma non abbiamo mai pensato di tornare a “casa”. In particolar modo perchè una casa non l’abbiamo più. Ad ogni momento di sconforto ci siamo chiesti cosa potevamo fare per stare meglio (abbiamo anche cominciato ad avere rituali simpatici, tipo andare nei centri commerciali o negli Starbucks per sentirci più “in Occidente” ahah.), ma sempre nell’ottica di proseguire il viaggio.

Ora siete in Europa. Vuol dire che il vostro viaggio è finito?

Assolutamente no! Il viaggio non è finito! Siamo tornati in Europa per una dovutissima visita alle famiglie, per un check alla salute, per lavoro e per un cambio vestiti (quelli vecchie ne hanno vissute troppe poveri). Ora visiteremo un paio di Paesi Europei e poi ripartiremo per un lungo viaggio.

Che meta mi consigliate per cominciare a visitare questa parte di mondo?

Se è la prima volta cha andate in Asia e volete cominciare soft, Thailandia o Indonesia. Se vi piace la vera scoperta, Vietnam, Laos e Cambogia. Se siete veri amanti della natura, non dimenticate le Filippine.

Come avete scelto all’inizio : cartina e penna alla mano?

Esattamente così. ;-) O, ancora meglio, sulla cartina che avevamo sopra la testa, nella nostra camera. L’Asia è il continente a cui siamo più legati, ci è parso normale cominciare da li.

C’è qualcosa che avete sentito di non poter offrire ai vostri bambini durante il viaggio? Come avete rimediato?

Si. La presenza dei nonni. Per questo abbiamo deciso di tornare in Europa prima di ripartire. Per questo trascorreremo il compleanno di Teo tutti insieme a Parigi.

Come gestite il fatto che i bambini dormono sempre in letti diversi? E il diverso fuso orario?

I bambini si sono adeguati benissimo, dormendo ovunque. Insieme nel lettone, in dei materassi per terra, nei loro lettini. Per quanto riguarda il fuso orario, rimanendo per un lungo periodo nella stessa zona cambiamo di una, due ore di fuso, ma non di più. E’ accettabile.

Come fate per l’educazione e la scolarizzazione? Pensate voi a far scrivere e disegnare il più grande?

In attesa di andare in quella più classica, l’abbiamo iscritto alla scuola della vita. :-)

Per adesso vi è venuta voglia di fermarvi in qualche posto in particolare? Tipo « qui ci torniamo per viverci »?

Oh si, ci sono stati dei posti che ci hanno fatto riflettere. Tutto poi dipende dal lavoro. ma non abbiamo ancora preso la nostra decisione.

Quali sono i vostri tips per adattarvi ad una nuova cultura come avete fatto voi in Asia?

La meraviglia. Non c’è niente di più bello che sapersi meravigliare di fronte a qualcosa di diverso da ciò a cui siamo abituati. Nessun giudizio, nessuna pretesa, solo spettatori di uno spettacolo di vita.

Alcuni vestiti vi sono stati spediti dall’Italia quando vi servivano? O avevate tutto in valigia?

Avevamo tutto in valigia. Quando abbiamo avuto bisogno (vedi l’arrivo ad Hong Kong, dove faceva un incredibile freddo, e noi avevamo solo ciabatte), abbiamo acquistato.

Avevate preventivato un budget giornaliero di spesa? L’avete mantenuto?

Si, ci siamo preventivati un budget giornaliero. Non sempre è stato possibile mantenerlo. A volte abbiamo sforato, a volte abbiamo risparmiato. Ma non siamo mai stati folli. Nel Sud Est Asiatico inoltre la vita non è affatto cara, e noi abbiamo trovato delle accortezze per vivere da local e non da turisti.

Vi è capitato di scegliere le città in base all’alloggio?

Si, assolutamente. A volte ci trovavamo a visitare posti talmente piccoli che la scarsità di alloggi era un vero ostacolo. In alcuni casi abbiamo dovuto demordere.

Come facevate a capire il cibo dal menù? Soprattutto per capire cosa dare ai bimbi. Siete sempre stati bene? Riuscivate a comunicare facilmente?

Mai nessun problema con il cibo in cinque mesi. Non siamo mai stati male. Ma c’è da dire che abbiamo sempre fatto attenzione, in particolare nella scelta dei piatti per i bambini. Spesso i menù sono scritti anche in inglese, altrimenti abbiamo sempre chiesto consigli.

Se dovete scegliere una cosa sola del viaggio, qual’è la cosa più bella e unica che avete visto finora?

Wow. Davvero difficilissimo. Troppo. Troppe cose troppo belle. E’ stato davvero incredibile.

È stato difficile abituarsi ad alcuni ritmi del sud est asiatico? È stato difficile comprenderne alcuni aspetti di vita?

Il Sud Est Asiatico è accogliente per definizione. Le strade sono sicure, la gente è aperta, simpatica, sorridente. La loro maniera di vivere la vita ci corrisponde completamente. Ci siamo trovati benissimo.

È stato complicato trovare accordi con gli alberghi dei vari posti che avete visitato? Ci sono state delle volte in cui proprio non ce n’erano o avete sempre avuto delle valide opzioni?

Non siamo nati nel settore travel, ce lo siamo creato. Quindi inizialmente è stato difficile riuscire a capire il meccanismo. Ma ogni volta che abbiamo parlato del nostro progetto è piaciuto ed è stato apprezzato. La gente apprezza il coraggio di chi ha voglia di vivere davvero. Abbiamo contattato noi inizialmente. Ci siamo costruiti la nostra strada. Ma il nostro lavoro è sempre stato apprezzatissimo, quanto cuore e impegno ci mettiamo è tangibile. Per questo, poi, abbiamo cominciato noi ad essere contattati.

È possibile sostenere le spese di viaggio solo con collaborazioni o è proprio impossibile?

Potrebbe magari essere possibile ma è molto incerto. E l’incertezza non può esistere nello spirito di una persona che decide di fare questo per lavoro. Poi non bisogna sottovalutare l’impegno di una collaborazione. Nulla è dato gratis, una collaborazione è un lavoro.

Siete stati travel bloggers ancora prima di cominciare questo vostro progetto? Da dove è partita l’idea?

Non ci definiamo dei travel blogger. Non lo siamo. Noi possiamo dare dei consigli di viaggio sulle mete in cui siamo stati (trovate le nostre guide qui), ma Like Miljian è un diario di viaggio. Non pensiamo lo si possa definire un travel blog. Siamo attori principali di ciò che facciamo. In compenso siamo dei viaggiatori. Cerchiamo l’avventura, la vera esperienza. E poi, raccontiamo storie. :-)