Settimana 7 | Malesia

La Malesia è al quarto posto tra i nuovi paesi industrializzati del pianeta. Pil al 29mo posto nel mondo, è al decimo in Asia. Si parla malese, si mangia malese, ma l’altissima percentuale di cinesi fa si che il cinese sia la seconda lingua più parlata dell’intero paese e l’islam la religione che convive con buddismo, cristianesimo, induismo, confucianesimo, taoismo e, ovviamente, religione tradizionale cinese.

Dovevamo starci di più, in Malesia ci siamo rimasti una sola settimana. La prima tappa, è stata Kuala Lumpur.

Appena lasciata Singapore, l’impatto è forte. Kuala Lumpur è una vera metropoli del Sud est asiatico. Buildings altissimi svettano su piccole casette dai tetti rossi e su vialoni immensi. Raro trovare strisce pedonali, la vita del pedone è fatta correndo. Ci viene consigliato dal proprietario del nostro appartamento di utilizzare solo la metro a partire dalle 5 del pomeriggio. Il traffico è talmente intenso che si rischia di rimanere bloccati. Dal nostro appartamento al 27mo piano ce ne rendiamo conto.

Decidiamo di visitare due lati completamente opposti di Kuala Lumpur. Non ci immergiamo subito nei grattacieli, ma visitiamo il tempio buddista Thean Hou, uno dei più grandi ed antichi dell’intera Asia. Ne rimaniamo affascinati, i colori sono incredibili. Un bambino fa le bolle sul patio, Teo e Lia si divertono da morire, rendendo tutto ancora più magico. Riprendiamo poi un’auto alla volta di ciò che a Kuala Lumpur proprio non si può perdere : le Petronas Tower. Mangiamo all’interno, e poi usciamo ad ammirare il polmone verde della città : il KLCC park, un piccolo Central Park carinissimo da cui si può ammirare una splendida vista sulle torri mentre si fanno giocare i bambini in uno splendido parco giochi di acqua e fontane, un toccasana al caldo fortissimo che non abbandona mai.

Li’, proprio li’, in quel posto, quel pomeriggio, vivo un grand moment de la vie.

Troppo presi dal viaggio, che è molto intenso, e ci lascia l’impressione di essere partiti da una vita, è raro riuscire a pensare a “casa”. Non intendiamo non pensare alle nostre famiglie, oh no, quello lo facciamo sempre. Oppure immaginarci che tempo ci deve essere in Europa, se a Parigi si mette già il cappotto, se le foglie sono già rosse, quando noi stiamo perennemente vivendo in ciabatte e canotta. Parlo dell’idea del riuscire a “vivere” casa. Del sentirlo sulla pelle. Del chiudere per un secondo gli occhi e le orecchie, e sentirsi in Piazza della Repubblica a Firenze.

Mi è successo. Boom. Ho trovato un Illy cafè. Ho bevuto un vero caffè italiano. E’ durato un istante, il tempo di un solo sorso dalla mia tazzina con il manico bianco. E’ stato uno shock. Ho bevuto quel caffè per quindici anni della mia vita, ma mai nessun caffè è stato come quello. Il sapore mi è rimasto in bocca tutto il pomeriggio. Non mi sono voluta togliere il sapore di bocca per tutto il pomeriggio. Era solo la premessa della serata che avremmo trascorso da li’ a poco.

Siamo stati ospiti al Prego Restaurant del Westin hotel. Dopo un mese e mezzo di viaggio, abbiamo mangiato in un vero ristorante italiano. Degli immensi sorrisi ci hanno accolto in un ambiente caldo e piacevole dove abbiamo trascorso una serata indimenticabile. Mai ci saremmo immaginati di commuoverci semplicemente leggendo sul menù “Insalata Caprese” con sottofondo di musica italiana. Ci siamo bevuti un bicchiere di vino. Ah, un bicchiere di vino! Antipasto misto, risotto, un’ottima carbonara. Pizza da dare ai bambini, che comunque erano già parecchio soddisfatti dalla carbonara. E poi...ta-dah!! Grande momento! Bistecca alla fiorentina con patate arrosto a Kuala Lumpur. Un paradiso. Lo chef è un ragazzo italiano originario toscano, ed ecco la ragione della carne come la mangi nelle migliori osterie fiorentine e dello zuccotto nel menù. :-) Torniamo a casa con un grande sorriso stampato sulla faccia.

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Prontissimi, il giorno dopo già si riparte! Destinazione : George Town, una città patrimonio Unesco sull’isola di Penang, a nord della Malesia.

Conosciuta per la sua cultura gastronomica, rilevante al punto di valerle il titolo di capitale del cibo della Malesia, mischia nei suoi sapori e nella sua architettura influenze cinesi ed indiane, eredità coloniali britanniche, Europa, creando un vero melting pot.

Ma ciò che è più bello fare a George Town è perdersi all’interno del suo centro storico, tra le shophouse colorate e le street art, veri capolavori per cui è conosciutissima. Visitiamo la The Blue Mansion - Cheong Fatt Tze, una meraviglia. Si riesce a sentire la vera atmosfera del passato. Ma ciò che più ci è piaciuto è stato il Chew Jetty, la passeggiata verso il mare, fatta di chioschetti, case di legno, barche blu attraccate al porticciolo. Si apprezza la vera Malesia della gente.

La nostra smania di mare è stata troppo grande, aspettavamo da tempo questo momento. Dopo più di un mese e mezzo ad un ritmo molto intenso, sentiamo l’esigenza di appoggiare le valigie da qualche parte. Lasciamo la Malesia consapevoli di non averle probabilmente dedicato il tempo che meritava, ma felici di averla vissuta.

Il volo numero 7, è destinazione Thailandia. Phuket, arriviamo!

With a Lot of Love - #miljiansgotomalaysia

 

 

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