Dubai. EAU

Scrivo dal sedile del nostro aereo, direzione Bali.

Sono le 8 della mattina in Italia, le 10 a Dubai, le 14 in Indonesia, le non so già più cosa per il nostro corpo. Sono quasi trascorse le 9 ore di volo, di notte, sfuggite così’, in un lampo.

Abbiamo lasciato l’Europa solo qualche giorno fa, e già mi sembra sia passata una vita.

Dal giorno in cui abbiamo preso la decisione di fare del mondo la nostra unica casa, non abbiamo mai preso in considerazione Dubai come la nostra prima vera meta di viaggio. Piuttosto uno scalo prolungato, per ammortizzare fuso orario, per realizzare forse che lo stavamo “facendo davvero”. Così’ è stato, ma i primi giorni a Dubai sono stati anche molto, molto di più. Ma cominciamo dall’inizio.

Siamo partiti il 5 settembre, alle 11.30 della mattina. Dopo aver, in senso cronologico, incontrato tre incidenti in autostrada, sbagliato strada, rischiato di perdere il volo, rischiato di non poter prendere il volo causa mancanza di biglietto aereo d’uscita dall’Indonesia, siamo alla fine saliti a bordo. Al nostro ingresso, in cabina, c’era la musica di Frank Sinatra, da sempre nostro compagno inconsapevole di viaggio. In un momento di grande emozione (stavamo semplicemente inaugurando il nostro giro del mondo), ci ha rassicurati laddove di esitazione in realtà non ce n’é mai stata. E’ la scelta giusta. Grazie Frank.

Grazie amica Bugaboo per accompagnarci in questa grande avventura!

Il volo con i bimbi é stato una passeggiata. Grazie Fly Emirates, insieme a Frank. 6 ore sono trascorse senza che ce ne rendessimo conto. Siamo atterrati a Dubai che già c’era buio. L’impatto visivo é molto forte. Ci si rende conto di tutto cio’ che é stato costruito su un deserto senza fine. Incredibile. Non era la nostra prima volta a Dubai. Ci siamo già stati in realtà qualche anno fa. Fu scalo anche del nostro viaggio in Vietnam, in tre, quando ero incinta di Teo. Dubai è una meta unica nel suo genere, forse non esattamente dove ci si trascorre un’intera vacanza, ma senza dubbio estremamente interessante, dove capisci come gira il mondo oggi, e come verrà fatto girare in futuro.

Può esistere una metropoli completamente costruita sul deserto? Si, eccome. Dubai è skyline da sogno, strade a 4 corsie, dove hai l’impressione che ad andare veloce non siano solo le macchine. Dubai é il grattacielo più alto del mondo, Dubai é centri commerciali enormi, in cui tutto é pulito, bianco. Perfetto. E poi Dubai é vento caldo, caldissimo, che ti asciuga. Tuniche bianche svolazzanti, veli neri e occhi profondi. Dubai é sabbia bollente con attorno grattacieli di vetro. A Dubai, come in tutti gli Emirati, esiste un ministero della Felicità, per far si che i suoi quasi tre milioni di abitanti siano soddisfatti e felici, e che li’ abbiano voglia di vivere e lavorare, e quindi restare, dato che la popolazione é quasi esclusivamente composta da chi a Dubai non ci é nato, ma ci é arrivato con la vita.

A Dubai siamo stati ospiti del Grosvenor House Hotel, probabilmente una delle strutture se non perfino la struttura più bella in cui siamo mai stati. Un’eccellenza a livello di accoglienza. Ci era destinata una camera standard, ci siamo ritrovati in una suite deluxe al 40 piano. Che dire. Una partenza con il botto. Meraviglioso. Niente di meglio per augurare un grande viaggio. Messi a letto i bambini, io e Julien ci siamo stappati la bottiglia di champagne che ci era stata fatta trovare sul tavolo dal concierge. Boom! Che il viaggio abbia inizio!

Avete mai provato a fare il vostro proprio caffé? Esperienza da non perdere da Water's Coffee Rostery al Dubai Mall!

Dopo una prima giornata vissuta nella calma tra piscina e scoperta del supermercato, cosa che facciamo ad ogni nostra tappa dato siamo ossessionati dalla bellezza dei supermercati stranieri, il secondo giorno ci siamo lanciati alla scoperta del vecchio quartiere di Al Fahidi, tra i suoi souks, spezie, tessuti e oro. Una vera esperienza. Non solo per caldo avvolgente, ma per il forte impatto della gente nei mercati. Difficile passare inosservati se stranieri, altrettanto difficile riuscire ad interagire con la gente del posto, ed io mi sono dovuta trattenere dal cominciare a parlare con le ragazze perfino in coda da Starbucks. Quante domande avrei avuto. Abbiamo preso una barca in legno per passare da una parte all’altra del canale, il sorriso stampato sui visi della gente non manca mai, nella città dove tutto è sviluppato per farti sentire come un pascià. Abbiamo incontrato Giulia e Michele (aka @theitalians_spaghettiairways su IG), due ragazzi italiani expat a Dubai favolosi che ci hanno raccontato cosa è vivere nella metropoli nel deserto, tra grattacieli, viaggi, e ricordi delle buon vecchie passeggiate all’italiana la domenica pomeriggio. Tutto a Dubai é concepito per farti vivere da re, per farti dire Wow ad ogni angolo. I marciapiedi sono inesistenti, se turisti ci si muove solo in taxi. Le fontane del Burj Khalifa, con lo spettacolo d’acqua la sera ogni mezz’ora, l’immensità dell’acquario all’interno del Dubai Mall, il più grande centro commerciale del mondo, in cui puoi perfino dire di aver baciato uno squalo attraverso il vetro talmente lo si vede da vicino. E poi la spiaggia con i cammelli, e di nuovo il bagno nella piscina con uno skyline da sogno alle spalle, prima di tornare in albergo, rifare quelle valigie che ora sono il nostro unico legame con qualcosa di solo nostro, e poi di nuovo in volo. Dubai, see you soon!

Indonesia, stiamo arrivando! E non stiamo più nella pelle!

With a Lot of Love. #miljiansgotodubai

Grazie a Grosvenor House Hotel a Dubai per averci ospitato meravigliosamente.