Koh Lanta. Thailandia

Novembre 2017, sull’isola. Thailandia, Ko Lanta.

Il mare davanti, la giungla alle spalle. E’ così che abbiamo trascorso i 15 giorni sulla nostra isola ad una quarantina di minuti di barca da Phuket, a largo di Krabi, nel mare delle Andamane.

Per la prima volta abbiamo voluto regalare una tregua alle nostre valigie. Non eravamo mai stati in nessuna destinazione più di una settimana. E ora, 15 giorni! Wow! Ci è sembrato quasi di avere una casa!

Abbiamo prenotato il nostro soggiorno a Ko Lanta davvero all’ultimo minuto. Dopo un mese e mezzo di viaggi continui, di gira e rigira, di disfa e ridisfa, di ci impiego di più a rifare le valigie che a disfarle, eravamo richiamati da una intensissima voglia di ritrovarci seduti su una spiaggia e sentire solo il rumore del mare. La sabbia gridava il nostro nome. E così, cambiamento di programma (avevamo previsto di dedicare alla cara Malesia qualche giorno in più di quanto alla fine poi ci siamo rimasti), abbiamo prenotato un biglietto aereo per Phuket senza sapere realmente dove saremmo andati.

Sapevamo che cercavamo il mare, la tranquillità, la vera vita da isola, ma non avevamo la più pallida idea di quale sarebbe stata la nostra meta. La verità? Ci abbiamo impiegato quasi 48 ore per trovare il nostro posto! E se andassimo qui? O no, qui è meglio! E qui invece? No, troppo turistica. No, troppo lontana. Oddio, ma qui non c’è nulla. Insomma, la nostra maniera di scegliere le tappe meriterebbe di essere filmata. Dopo due giorni di esitazione e di meeting  alla Nazioni Unite, abbiamo trovato il nostro posto.

L’unica complessità? Raggiungerlo, che ci ha richiesto praticamente quasi un’intera giornata da viaggio!

In questa zona della Thailandia, infatti, fino all’inizio dell’alta stagione, ufficialmente cominciata il 1 novembre, tanti servizi non sono disponibili. Quindi, niente Speed Boat, bensi’ 6 ore di macchina interminabili. Da Phuket bisogna prendere una strada nell’entroterra per raggiungere Krabi, e da Krabi si prende una barca che traghetta fino a Ko Lanta Noi, la parte nord dell’isola. Superata questa parte dell’isola, si attraversa il ponte, e si arriva finalmente su Ko Lanta Yai, che altro non è che la parte realmente vissuta dell’isola, quella meridionale.

Una volta qui : benvenuti sull’isola!!

Abbiamo soggiornato nella punta più a sud dell’isola, immersi nella giungla. Attorno a noi solo palme, scimmie, e ancora palme. Il vero valore aggiunto? La vista dal terrazzino del nostro bungalow, direttamente sul mare, nonché teatro di grandi momenti trascorsi insieme in queste due lunghe settimane.

Non abbiamo prenotato la colazione nel resort che ci ha accolto, il che ci ha portato ad trasformare un momento di grande disperazione (per me davvero lo è, la colazione è il momento della giornata che preferisco, vedi fumetto di manga giapponese che piange) probabilmente in uno dei migliori ricordi di tutta la vacanza.

La mattina, sul nostro terrazzino. Due pseudo caffè, due tazze di latte con i cereali, e due sole sedie. Il che, in gergo, significa una Lia nel passeggino e un genitore seduto per terra. Olè.

Sono stati giorni lenti, dove il tempo sembrava scorrere ad un’altra velocità. Quella di un’isola fatta di una sola strada, di gente in motorino a piedi scalzi, di pescatori che attraccano la loro barca al tramonto su qualche spiaggia isolata. Di disconnessione dalla realtà. Che poi, era esattamente ciò che cercavamo per approfittare al meglio di questi quindici giorni di stop con le scarpe delle grandi camminate appese al muro. Ne abbiamo approfittato per lavorare tanto, tantissimo! Il risultato sono tante nuove avventure e un likemiljian.com sempre più utile a tutti quanti. Speriamo vi piaccia! Come facciamo a lavorare con due bambini piccoli, ancora non lo so. Ancora non l’ho capito. A volte guardo Julien seduto nei posti più assurdi con il computer in carica, Teo sulla schiena, Lia sulle gambe mentre gli infila le mani in bocca, e mi chiedo :”Si può davvero lavorare così?” In attesa di una risposta al mio dubbio, prendo il telefono e gli scatto una foto, perchè sono certa che il giorno in cui avremo un ufficio e un momento per lavorare 5 minuti di fila senza interruzioni per avere un biscotto alla fragola, dopo aver pianto di felicità, aver gridato di gioia ed aver lanciato i palloncini, tutto questo ci mancherà.

Ko Lanta è stata le serate con una birra in due stappata con un cucchiaino seduti sul terrazzo, Ko Lanta è stata finalmente il disegno di un nuovo itinerario, la scelta della meta per il nostro Natale in famiglia che, seppur non ci faccia riabbracciare tutti quanti, ci rende davvero felici. Ko Lanta è stata i tuffi a bomba in piscina, le diciotto scimmie trovate una mattina sul terrazzo, con Teo felicissimo (e noi, lo ammetto, un po’ meno), i costumi perennemente stesi sotto il sole, le corse per evitare il monsone e il monsone guardato attraverso i vetri della nostra finestra.

Ko Lanta è stata l’emozione del ritrovarci sulla prima pagina del Corriere della Sera (l’articolo a noi dedicato, qui ), vedere quanto il nostro progetto piace, tutto il supporto attorno. Ci da davvero una forza infinita! Ko Lanta è stata anche la nostra prima intervista in diretta in radio, una grande emozione! Grazie ancora a Radio 24 per aver parlato di noi e per averci fatto parlare! (la nostra intervista radio, se non la avete ancora ascoltata, la trovate qui , siamo al minuto 45:52 ;-) )

Ko Lanta sono stati i Pad Thai con il pollo e con i gamberetti, i Banana Split con quattro cucchiaini, gli spiedini di Chicken Satay con il riso bianco mangiati al nostro ristorante vista mare.

Ko Lanta è stata il nostro primo Loy Kratong, il festival delle luci festeggiato in tutta la Thailandia celebrato durante la notte di luna piena del dodicesimo mese del calendario lunare thai. Il nome significa letteralmente “far galleggiare un cestino” e corrisponde all’azione del appoggiare nell’acqua dei cestini decorati di fiori e foglie di banano in nome degli spiriti delle acque. Ko Lanta è stato il primo Loy Kratong di Teo che, troppo felice per quello che stava vivendo e senza impedirsi di saltare ovunque, mi ha guardata dicendomi : “Grazie mamma, è bellissimo!”. Grazie a te, bel biondo. Quel sorriso è una gioia.

Ko Lanta è stato il primo taglio di barba di Babbo J, che ha così in un istante riguadagnato la faccia di quel ragazzino seduto sui tetti di Firenze quando dopo il 2, negli anni 2000, si mettevano ancora due zeri.

Ko Lanta sono stati i viaggi in macchina per scoprire l’isola, il pontile della Old Town (dove, parentesi futile e superficiale, Babbo J ha trovato i pantaloni più ganzi della storia che gli invidiero’ per sempre). Le nuove spiagge. La mattina trascorsa su una Klong Dao Beach completamente deserta, l’arrivo di un monsone, la corsa contro il tempo, il riparo sotto un tetto ad aspettare che spiova quando in realtà è troppo bello e speri non finisca mai. Il tramonto su Klong Nin Beach, che non dimenticheremo mai perché uno dei più belli mai visti. DI quei momenti in cui devi cogliere l’attimo, e godertelo a fondo. Abbiamo provato a tornare, ma non è più stata la stessa cosa. Il drink al Why Not Bar sulla Kantiang Bay, dove i bambini si sono addormentati sui pouf giganti permettendoci un intimo cin cin che quasi ci sembrava di essere tornati adolescenti. Continuiamo a desiderare quel momento solo noi due, dove basterebbe un plumcake confezionato su un marciapiede. Continuiamo a sognare il momento in cui ci ritroveremo solo noi due, a lume di candela, a passeggiare mano nella mano la sera, a berci un bicchiere di vino, a...ecco, di solito a questo momento della nostra conversazione veniamo interrotti da un urlo che ci riporta sulla terra. Oppure da un calcio, seppur involontario, non meno doloroso. Oppure da qualcuno che ci chiede un biscotto alla fragola (dovrebbero toglierli dal commercio). Cari genitori, c’è ancora tempo.

Ko Lanta sono state le nostre due settimane sull’isola. A contatto con il mare, sconnessi (per quanto instagrammabilmente possibile) dal mondo. Ko Lanta sono state le due settimane infinite che hanno segnato l’arrivo al secondo mese di viaggio.

Ripartiamo con i vestiti puliti, infinite idee in testa, e tanti tanti tanti ricordi.

La fine dell’anno si avvicina, e noi lo trascorreremo esattamente dove avremmo voluto!

Cheers, guys!

With a Lot of Love - #miljiansgotothailand

 

 

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