LA NOSTRA STORIA

“La storia vera di due giovani ragazzi che hanno lasciato tutto per vivere con i loro piccoli la più grande avventura di una vita in giro per il mondo”

 
 
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Ciao! E piacere di conoscerci!

Noi siamo la famiglia Miljian, ossia Julien, Miki, Teo e Lia, e da 700 giorni stiamo girando il mondo.

La nostra storia ha inizio il 5 settembre 2017, quando, saliti sul nostro primo aereo con un biglietto di sola andata per l’altra parte del mondo, abbiamo dato inizio a quella che si sarebbe rivelata la più grande avventura della nostra vita.

Ma ora...ok, facciamo un piccolo passo indietro… ;)

Era una calda serata fiorentina, e noi stavamo chiacchierando come sempre seduti per terra a gambe incrociate sul pavimento della nostra cucina, sotto la finestra.

Musica di sottofondo, una padella sul fuoco, e due piccoli cuccioli che giocano accanto: Teo all’epoca aveva appena compiuto due anni, Lia aveva da poco superato gli otto mesi (spoiler: compirà il suo primo anno di vita correndo su una spiaggia di Bali. Ma questo, in quel momento, ancora non lo sapevamo).

Era un particolare momento delle nostre vite : noi stessi, sei mesi prima o sei mesi dopo, non avremmo mai potuto affrontare la stessa conversazione, non avremmo avuto la stessa verve, coraggio e situazione, e di conseguenza non avremmo mai potuto prendere la stessa decisione.

Babbo J stava lavorando alla creazione della sua start-up: servizi digitali per alberghi, il suo ambito ormai da qualche anno. Quando ancora abitavamo a Parigi (ebbene si, fino ad un paio di anni prima la domenica era passeggiata nel Marais, la metro il nostro mezzo di trasporto, Notre Dame la nostra vicina di casa, dalla finestra del nostro piccolo appartamento al 6to piano senza ascensore si vedevano solo comignoli grigio-blu, e Teo è nato a pochi passi dal Jardin du Luxembourg), Babbo J, grande sorriso dietro una folta barba scura, gestiva un albergo.

Mamma M scriveva: dopo il trasferimento da Parigi a Firenze, avevamo deciso di aprire un diario di vita online, likemiljan.com, uno spazio nato inizialmente come libro da sfogliare sullo schermo per aggiornare le famiglie lontane, ed in pochi mesi incredibilmente diventato il suo lavoro. Le quotidiane storie di questa famiglia franco-italiana guadagnavano lettori, da ogni parte del mondo, ogni giorno di più.

Quando il 24 settembre 2016, nel calore della nostra casa, sotto un’immensa mappa del mondo, nasce Lia Miljian, a seguire le nostre avventure sono già parecchie persone.

Dovevamo prendere una decisione: quello che sapevamo, era che

  • probabilmente non saremmo rimasti a Firenze

  • i nostri lavori ci avrebbero in qualche modo portato ad essere itineranti

  • era il preciso, perfetto, incredibile momento per vivere tutti e quattro insieme quella che si sarebbe rivelata la più grande avventura di una vita

Potremmo scrivere 546 racconti al riguardo, ma, il resto, oggi, è storia.

E’ un “Facciamolo”.

E’ un “Ok”, atteso non più di un solo secondo.

Ci ronzava inconsciamente attorno da tempo. Il viaggio faceva parte di noi. Dormivamo con una mappa del mondo sopra la testa da anni, la nostra casa era piena di quadri con immagini provenienti da ovunque, il nostro primo viaggio lontano era avvenuto nel momento che in molti avrebbero ritenuto il meno propizio ed adeguato: dopo un paio di mesi dalla scoperta di essere in tre. Vietnam, un intero mese, on the road, incinta di due mesi, solo un biglietto d’aereo e nulla più. Per quanto la sera prima del volo avessimo consumato ogni energia del nostro corpo in quell’estenuante conversazione fissando i biglietti aerei chiedendoci se stessimo facendo la cosa giusta, siamo alla fine saliti su quel volo per Ho Chi Minh. (altro spoiler: a nemmeno tre anni, atterrati ad Hanoi, Teo dimostrerà di saper mangiare un pho con le bacchette senza che mai nessuno gli abbia mostrato come fare. Vedi il destino. ;) ).

Insomma, la mattina seguente a quell’ “Ok” seduti sul pavimento della cucina, abbiamo mandato la lettera di disdetta del nostro contratto d’affitto.

La casa non era nostra, ed una lettera è stata quindi sufficiente per avere una data massima per lasciare la nostra casa.

Ed è qui che viene il bello: come abbiamo fatto?

Ebbene, la risposta potrà sembrare astratta, ma nel nostro caso è reale e concreta quanto un cartello lampeggiante di ingresso ad un luna park: ci abbiamo creduto.

Babbo J ha deciso di continuare a lavorare sulla sua start-up da lontano, viaggiando. Mamma M ha continuato a scrivere da lontano, viaggiando.

Avevamo dei soldi da parte. Nessuna cifra esorbitante, giusto il necessario per qualche mese in Sud-Est asiatico.

E poi, la più grande, folle, ambiziosa, matta, impegnativa decisione della nostra vita, quella che ha reso possibile il nostro progetto: abbiamo creato una nostra società.

Consapevoli delle nostre competenze, insieme, ci siamo guardati negli occhi con grinta, e ci siamo detti: “Ce la faremo”.

Il nostro obiettivo era far diventare il viaggio il nostro lavoro. Che diventasse autofinanziato.

Nessun ulteriore spoiler, ma da quel momento sono trascorsi 500 giorni, 54456890 km, ormai incalcolati aerei, volontariamente incalcolate notti insonni a lavorare seduti sul pavimento del bagno (quando vivi in viaggio e l’albergo è la tua realtà, lasci i bambini dormire tranquilli in camera e il bagno è la sola stanza a disposizione), lacrime, traguardi e batti cinque, miliardi di persone incontrate, parecchi controlli passaporto, quasi tutti i continenti, e non-potete-nemmeno-immaginare-quante foto scattate.

Insomma, diremmo che ce l’abbiamo fatta. Oggi il viaggio è il nostro lavoro.

Babbo J è diventato fotografo, e le sue foto non solo alimentano quotidianamente il nostro profilo IG @likemiljan, ma sono finite su parecchi giornali attorno al mondo, guadagnando a volte perfino la copertina. Oltre a questo, è la mente amministrativa ed economica dietro Like Miljian.

Mamma M scrive, scrive, scrive ed ancora scrive. Quella che sembrava una lontana passione, oggi è il suo lavoro. Dimostrazione di quanto non smettere mai di crederci è importante. I suoi racconti sono il fulcro di Like Miljian, ha scritto parecchi articoli per giornali e, notizia più degna di nota, sta lavorando al suo primo libro.

La nostra società è una società di creazione (foto, video, e scrittura), ed oggi, dopo tanto impegno e volontà di migliorarci sempre di più, dopo tanto lavoro e professionalizzazione, siamo giornalisti di viaggio, e creatori di contenuto.

In molti ci chiedono come facciamo: è stata durissima. Ciò che si vede online è solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è tanto, tantissimo lavoro. La nostra non è mai una vacanza, ma un vero viaggio. Se insieme ai nostri bambini ci divertiamo, giochiamo, e scherziamo, vivendo insieme momenti da riuscire a riempire un intero album di ricordi spaziali, per rendere quella che stanno vivendo ora un’esperienza che saranno fieri di aver vissuto, ci impegniamo ogni giorno, ed ogni ora di più.

Il mondo è la nostra unica casa. Abbiamo imparato con pazienza ed esperienza ad equilibrare la nostra vita professionale con quella famigliare.

Guadagnando per prima cosa qualcosa a cui non si può davvero dare un valore: il tempo insieme.

Non abbiamo (per ora) mai avuto babysitter, e ad occuparci dell’istruzione dei nostri bimbi, sempre insieme, siamo ancora noi.

Siamo fervidi sostenitori della “scuola del mondo”. ;) Ora che i nostri bimbi sono in età da asilo, ogni giorno almeno per mezza giornata, in viaggio, ci dedichiamo a delle attività insieme.

Teo e Lia parlano italiano, francese, qualcosa in inglese, e sanno ringraziare e salutare in, in ordine: indonesiano, tailandese, vietnamita, cinese, giapponese, coreano, spagnolo, srilankese, portoghese, tedesco, hindi, e nepalese. :)

Non durerà per sempre: ci siamo dati come “data di scadenza” l’inizio della scuola elementare di Teo. Magari ci fermeremo prima, magari avremo nuovamente una casa, magari ci allargheremo, ma sicuramente non smetteremo mai di viaggiare.

Abbiamo lasciato la nostra casa fiorentina un paio di settimane prima di partire, nell’Agosto del 2017. Abbiamo inscatolato tutto ciò che avevamo, tenendo nelle nostre due uniche valigie solo ciò che poteva essere utile per la nostra prima tappa di viaggio.

Tutto ciò che possediamo, i nostri libri, i nostri quadri, i nostri vestiti, e tutti i nostri ricordi, si trovano in un magazzino alle porte di Firenze, in attesa di essere riportati vicini ai loro legittimi proprietari.

Viaggiando con sole due valigie, due piccoli zainetti che i bambini portano in spalla con i loro giocattoli, uno zaino con il materiale elettronico, ed un passeggino, abbiamo imparato il vero significato del “viaggiare leggeri”. Che rima, e di questo ne siamo ormai certi, con il viaggiare liberi.

Quelle valigie sono ciò in cui abbiamo tutto ciò che conta. Come fossero la nostra casa.

In questi 500 giorni non abbiamo mai smesso di viaggiare.

Abbiamo fatto tre tappe, e fra ognuna di queste abbiamo sempre fatto un alt in Europa, a Parigi, dove stiamo dalla nostra famiglia. I nostri alt europei ci permettono di pianificare il lavoro e l’itinerario della nuova tappa, fare un check-up sanitario (in viaggio siamo comunque coperti da un’ottima assicurazione, il nostro vero investimento costante), ed ovviamente riabbracciare i nostri cari. :)

Il nostro progetto nasce da un principale messaggio: la famiglia. In un periodo in cui tutti sembrano aver voglia di focalizzarsi solo su se stessi, noi abbiamo deciso di lasciare tutto per focalizzarci solo su ciò che davvero conta: che non è l’IO, bensì il NOI. Il tempo trascorso insieme, i momenti con i nostri figli, l’amore della nostra coppia, e la più grande esperienza di vita, tutti insieme.

Lo stesso valore lo diamo al viaggio: andiamo contro l’idea che con i bambini non si possa viaggiare. Non solo siamo la prova vivente che non sia vero, ma durante i nostri viaggi incontriamo gente, parliamo, condividiamo, scopriamo, e cerchiamo sempre di adeguarci alle abitudini del Paese che ci ospita. Il nostro obiettivo, non è la vacanza, ma scoprire il mondo. Per davvero.

Emirati Arabi, Indonesia, Malesia, Singapore, Tailandia, Vietnam, Hong Kong, Francia, Italia, Portogallo, Germania, Giappone, Corea, USA, Messico, Cuba, Sri Lanka, India, Nepal…

E’ giusto la storia di una conversazione a gambe incrociate sotto la finestra della cucina diventata realtà.

E’ la storia di una famiglia che ha deciso di fare della propria vita la più grande avventura.

E’ la storia della più grande esperienza di viaggio.

E ora non ci resta che chiederci... Where to next?


 

BABBO J

Nato sotto il cielo di Francia già con una baguette sotto braccio e una macchina fotografica al collo, ha l’incredibile capacità di adattarsi ad ogni Paese in cui viaggia, confondendosi con la gente del posto. La sua passione è la cucina, lo potete trovare tra i fornelli sotto i grattacieli di Hong Kong, le sue idee sono geniali, e lui è il coraggioso Babbo ballerino.

 
 

MAMMA M

Italiana di nascita, parigina d’adozione, colleziona cappelli, visti, e ama follemente la sua famiglia. Si immagina a scrivere su una barca nella Baia d’Halong, in kimono su un tatami in un ryokan giapponese, a ballare con i mariachi in Messico, in cima al mondo a Kathmandu. Non fate mai partire la musica anni ‘90, si scatena. Lei è la penna della grande avventura.



 

TEO

Leone di nascita, pesce di segno zodiacale, inevitabilmente enciclopedia umana di animali e giocatori di basket, già due passaporti cambiati, i suoi biondi riccioli selvaggi fanno di lui l’Esploratore dell’équipe. A due anni già mangiava con le bacchette in Vietnam, ha cavalcato un cammello a Dubai, ha visto un panda ad Osaka, ed ha dato da mangiare ad un elefante in Sri Lanka.

 

LIA

E’ nata profumata di biscotti sotto una mappa del mondo, i suoi primi passi in Indonesia, le prime parole in Giappone, il suo primo dim sum ad Hong Kong, le sue performances da ballerina ovunque nel mondo. Adora lanciarsi senza paura nelle onde dell’oceano, addormentarsi toccando le orecchie, le gonne di tulle, e sorridere dolcemente per ottenere un’altra fetta di torta. Lei è l’intrattenitrice del gruppo.

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IL NOSTRO GIRO DEL MONDO